Giocatori e Vampire the Masquerade

Nota: quelle che seguono sono chiacchiere, opinioni derivate dalla mia esperienza personale. 

Vampire the Masquerade. Se giocate di ruolo, quasi sicuramente conoscerete il famosissimo titolo della White Wolf, se non lo conoscete una rapida sbirciata su wikipedia potrà illustravi di cosa sto parlando.

Io adoro questo gioco, credo sia il mio preferito nonostante un regolamento a dir poco macchinoso soprattutto se lo si scopre dopo aver provato per anni la semplicità e l’immediatezza del sistema di D&D. Il punto di forza del gioco è l’ambientazione: basta eroi che salvano il mondo da mostri di varia natura, forma e GS, sei una creatura maledetta da Dio, che lotta per non cedere ai suoi istinti più bassi e che ha a che fare con mostri peggiori di lui.

Scopro questo gioco con molto ritardo, quasi dieci anni dopo la sua prima edizione e lo sperimento per la prima volta nella sua variante LIVE. Una convinzione si insinua subito dentro di me e dopo un decennio è ancora ferma e salda lì: VtM tira fuori il meglio e il peggio dei giocatori di ruolo.

Se da un lato la struttura stessa del gioco, la centralità della narrazione e l’impossibilità di usare sempre e comunque i propri super poteri (oltre alla consapevolezza che potrebbe sempre esserci qualcuno più grosso, più cattivo e più potente di te che ti odia) mi ha permesso di godere di scene di interpretazione non interrotte da fastidiosi tiri di dadi e di caratterizzazioni più sfaccettate, dall’altro scatena la mania dell’idiota quadratico medio di dimostrare di essere più bravo di un altro. Giocatori e narratori in egual misura eh.

Ora, per fortuna conosco molti giocatori intelligenti e maturi ma la percentuale di guastafeste credo sia costante in ogni gruppo di persone, in ogni cronaca live di VtM a qui ho partecipato, in una cronaca da tavolo è più facile fare selezione all’ingresso, o di cui mi hanno parlato, c’è sempre quello (o quelli) che devono dimostrare di essere più intelligenti, più furbi, più qualcosa degli altri. C’è un’alta carica in città che ti incenerisce alla prima mancanza di galateo? Anche se è uno scaricatore di porto il nostro sfoggerà un’etichetta impeccabile (vuoi mettere che riesca a procurarsi un pallocchio in Mentore o Alleati?) così come, anche se nato nel 1700, avrà una comprensione perfetta del modo di fare informazione nelle notti moderne (oh voglio il pallino in Influenze).

Fortunatamente, per quanto presenze bene o male costanti, sono facilmente riconoscibili. Un giocatore del genere scriverà un background al solo scopo di giustificare le “piccole eccezioni” alle limitazioni imposte dal regolamento per la creazione della scheda, torturerà il narratore per spiegargli perché vuole QUEL difetto e QUEL pregio, nella scelta di Natura e Carattere proporrà esempi al solo fine di sapere se recupererà un punto di Forza di Volontà, chiederà di giocare qualche Clan su cui il narratore ha posto un veto (Chimerismo è figo, lo so), se è una cronaca live contatterà il narratore con ogni mezzo e ad ogni ora anche per avvisarlo che il proprio PG legge i giornali (le informazioni sono tutto), guai a ricordargli che può muoversi solo di notte e non può andare e venire da Vienna come più gli aggrada.

La controparte come narratore si riconosce da una semplice frase “Questa sarà una cronaca diversa dalle solite”, il che di solito si traduce in “scordatevi di giocare l’ambientazione della masquerade voglio solo dimostrare di mettervi davanti a quesiti che non saprete risolvere perché sono più intelligente di voi”.

Ora, sarò stata sfortunata io, ma la più grande concentrazione di questo tipo di giocatori li ho trovati giocando a VtM, cosa che mi ha portato a concludere che ci sia qualcosa nel gioco che faciliti il bisogno di dimostrare di essere più qualcosa rispetto agli altri.

Intendiamoci, si attestano intorno all’1-2% dei giocatori in un gruppo, ma purtroppo sono una presenza costante.

E voi? Qual è la vostra esperienza con questo gioco? Avete notato lo stesso fenomeno? Consigli su come disfarsi di certe presenze?

Posto che la soluzione migliore resta giocare, divertirsi e ignorarli.

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3 pensieri su “Giocatori e Vampire the Masquerade

  1. Pingback: Il narratore in crisi | Appunti sparsi di una nerd

  2. Ma come ci sono arrivato qui? O.o”’ Gironzolavo su GDRplayers e dopo aver cliccato in un paio di link mi si è aperto il tuo blog. Mi sono messo a leggere i tuoi articoli e gli ho trovati divertenti, complimenti! 🙂
    Comunque tornando all’articolo in questione (non posso andarmemene senza dire la mia!!!) le ragioni per questa alta presenza di “furbetti” sono sostanzialmente due:
    1. In questo gdr anche un’ameba saprebbe crearsi un power player in pochi semplici passi.
    2. Piaccia o non piaccia l’intrigo è alla base del gioco.

    I furbetti sono quelli che non giocano la scheda ma giocano loro stessi. Convinti o in alcuni casi persuasi che il gioco richieda una certa dose di intrapendenza a discapito delle regole. Quindi sono d’accordo con te che VtM attrae questo tipo di giocatori.
    Disfarsi di certe presenze aiuta sicuramente la cronaca, ma non mi è mai piaciuto fare “selezione”. Sopportare e andare avanti, prima o poi il furbetto imparerà che imporsi sugli altri non rende il gdr più divertente.

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    • benvenuto, in qualsiasi modo tu sia giunto fin qui e grazie per i complimenti.

      Per quanto riguarda la “selezione” spesso è un processo naturale. Quando inizi una nuova cronaca per ovvi motivi non inviterai ogni giocatore che conosci e quasi sicuramente tra i “prescelti” non ci saranno quei giocatori il cui stile cozza pesantemente con il tuo. Tutto qui. Nelle cronache live invece dopo un po’ sono loro ad abbandonare davanti ad un narratore giustamente intransigente.

      Non si tratta di dire “tu sì”, “tu no”, ma se io e Caio abbiamo due visioni di gioco completamente differenti e due stili che cozzano l’uno con l’altro, né io sarò propensa a chiamarlo a giocare con me, né Caio morirà dalla voglia di venire a rovinarsi una serata che avrebbe potuto passare in maniera più divertente.

      E’ lo stesso meccanismo che porta gli astemi a non partecipare a cantine aperte.

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