Il giocatore in crisi

Qualche tempo fa vi avevo parlato della croce che affligge noi giocatori quando un Master entra in crisi. Suo degno contraltare è il giocatore in crisi, caso persino peggiore in quanto per lui non può essere applicata l’attenuante dello stress. Sì a volte fare il master può essere stressante, giocare un PG no. Il giocatore entra in crisi quando non gli viene riconosciuto il ruolo nel gruppo che egli ritenga gli spetti di diritto. Guai a fargli notare che non è necessariamente il più [inserire aggettivo a piacere] del gruppo. Né per forza il suo PG è così originale come crede.

Vi sono diversi segnali che possono mettere in guardia, non è detto che si presentino tutti contemporaneamente ed alcuni generano falsi positivi ahimè.

Questo elenco è pertanto inutile (come tutto il blog del resto) ma magari ne esce una chiacchierata interessante.

1. Manie di protagonismo

Il giocatore in crisi riterrà che in ogni occasione, dal duello per difendere l’onore della figlia del barone all’arringa difensiva davanti al borgomastro, sia sempre il suo PG la migliore scelta per affrontare la situazione. Ad esempio: il party si trova davanti al consiglio dei saggi che deve decidere della loro sorte dopo essere stati scoperti a violare un luogo proibito. Il gran capo dei saggi concede ad uno solo di loro di parlare in loro difesa. A questo punto il giocatore in crisi guarderà sbalordito il resto del party non capacitandosi del perché non sia caduta immediatamente su di lui la scelta. Quel secondo di esitazione è segno inequivocabile dell’incapacità degli altri di vedere la sua superiorità. Finché si tratta di un ladro o di un bardo (la loro faccia di bronzo a questo serve) o di un paladino (se c’era di mezzo anche lui, sicuramente saprà dare un’ottima giustificazione, è il baluardo dei precetti di Heironeius in fondo, no) la cosa è anche più che giustificata, comprensibile per uno stregone (di norma ha il Carisma nella stratosfera) o per un chierico (potrà sempre sostenere che era il suo dio a guidare il party), ma il giocatore in crisi troverà scuse anche per Mago, Guerriero, Monaco, Druido ed addirittura Barbaro!

2. Quel piccolo strappo alla regola

In ogni manuale troverete la Regola d’Oro: ogni regola può essere modificata se questo crea più divertimento (o qualcosa del genere).  Ogni manuale dice anche che la parola del Master è Legge. Il giocatore in crisi ricorda la Regola d’Oro ogni tre per due ma tende a dimenticare la seconda parte. Ogni regola che gli impedirebbe di fare qualcosa (qualsiasi cosa) impedisce il suo divertimento perché gli impedisce di esprimere al meglio il proprio PG, anche se quella è la regola che gli impedirebbe di tagliare in due un drago antico con un colpo solo. Viceversa quando il master narra qualche conseguenza che non coincide appieno con tutte le regole e regolette dei mille mila manuali che il giocatore in crisi conosce a memoria si lancerà in un discorso sul perché le cose debbano andare come dice lui che nemmeno Cicerone.

3. Ma anche io?!?

Il giocatore in crisi è convito, per qualche motivo, che per lui si possano (e si debbano) sempre fare delle eccezioni. Avete chiesto ai vostri giocatori di fare PG buoni o al più neutrali? Il giocatore in crisi chiederà qualcosa tipo “Eh ma pure io?”. Avete deciso di giocare Camarilla dicendo ai giocatori di farsi PG membri della setta? Il giocatore in crisi obietterà “eh ma io gioco da vent’anni, faccio il Giovanni”.

 

Il giocatore in crisi di solito si riesce a gestire, quando non ci riuscite, ammazzategli il PG senza pietà alcuna.

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