Quando non la pensi come te

No, non intendo cominciare a scrivere di disturbi mentali vari, ma condividere con voi un po’ di pensieri riguardo all’interpretazione di alcuni tipi di personaggi, parlo di quei PG (ma anche PNG) che, seppur non rientrando nella categoria dei “malvagi” certo hanno punti di vista non proprio ortodossi.

In alcune ambientazioni è più facile l’immedesimazione con un personaggio nato per avere una morale discutibile, non sono previsti i “buoni” e tutti i personaggi seguono stili di vita criminali o borderline. “E’ un mondo difficile, stacce” è quello che diciamo al nostro PG appena creato, consapevoli che si darà al raggiro, al furto, all’omicidio e peggio.

Nel fantasy classico, e per classico intendo quello dove c’è una netta separazione tra bene e male (sto semplificando, eh), creare alcuni tipi di personaggi può essere l’inizio di scene interessanti o portare a enormi incoerenze nei comportamenti di tutti i PG, e forse dei PNG.

Mi spiego, o almeno ci provo.

Senza arrivare ad accoppiate difficili da conciliare nel gruppo, come negromante e paladino, ci sono dei personaggi che possono creare dilemmi etici all’interno della compagnia. Altre volte invece giocare un PG con una forma mentis molto particolare può mettere in difficoltà il giocatore che lo interpreta.

E’ abbastanza diffuso come personaggio il ragazzetto di strada che campa di espedienti, che rubacchia qualche cosa per pagarsi un boccale alla locanda, che se ne ha l’occasione vende informazioni su chiunque, non disdegna il gioco d’azzardo ed è un discreto baro. Quel personaggio che nel giro di una decina di livelli farà 5d6 di furtivo insomma. Di norma il party, per quanto legale e per quanto buono, non da molto peso a come si guadagna le sue monete d’oro il ladro del gruppo, soprattutto ai primi livelli quando una manciata in più di gemme e monete fa comodo. Il problema si pone quando il PNG di turno da al gruppo la seguente quest “Catturate il ladro Sghiddus”. Il gruppo si troverà concorde nel ritenere un’azione “buona” portare un ladro nelle regie galere, dimenticandosi che il loro disativatore ufficiale di trappole fa le stesse identiche cose, e se ne dimentica anche il PG a volte.

Un giocatore inoltre può trovarsi in difficoltà quando interpreta un PG che, pur stando dalla parte dei “buoni”, non segue una morale o un’etica facilmente condivisibile. Immaginate un’ambientazione dove il dio della guerra richieda ai propri fedeli di fomentare sempre gli scontri o almeno i confronti, che, pur avendo la lealtà in battaglia come dogma e stabilisca limiti ben definiti tra quello che è il suo culto e quello del demone del massacro, vuole dai suoi sacerdoti il ripudio della pace. Immaginate i sacerdoti di questa divinità che non aspirino a nulla di più che morire con una spada in mano durante un’epica battaglia. In un impeto creativo decidete di giocare proprio un predicatore di questa divinità. Ora avete davanti una povera donna che ha appena perso marito e figli in battaglia e che sta sfruttando le sue influenze per convincere il re a firmare un accordo che metta fine ad una guerra decennale. Fuori gioco sapete benissimo che quella poraccia ha ragione, ma dove trovate le parole per convincerla del contrario? Quando mi ci sono trovata ho avuto bisogno di un paio di secondi per rispondere come si conviene.

E voi? Vi siete mai trovati a questi “problemi etici”?  E in disaccordo col vostro PG?

Annunci

4 pensieri su “Quando non la pensi come te

  1. “Problemi” del genere capitano abbastanza spesso, ma secondo me la maggior parte delle volte forniscono ottimi spunti di interpretazione (quindi alla fine rivelandosi non degli ostacoli ma quasi dei punti di forza della narrazione!). Personalmente non reputo nemmeno la necessità di riorganizzare le proprie idee prima di parlare un reale problema. In fondo anche i nostri personaggi sono (quasi sempre, almeno xD xD) degli esseri viventi con delle emozioni. Nonostante le nostre più ferree convinzioni religiose o politiche, è perfettamente normale che una forte situazione drammatica (come la donna del tuo esempio) faccia non dico venire dei dubbi, ma come minimo riflettere sulla situazione. E non solo dal nostro ferreo e solido punto di vista, ma anche da quello della donna che, invece di crogiolarsi nel dolore, sta attivamente cercando di cambiare le cose!

    Mi piace

    • Molti giocatori soprassiedono alle differenti visioni del mondo dei loro PG, fosse solo per far andare avanti la campagna, anche perché spesso sono gruppi ben amalgamati (un LB con un CM non hanno senso di stare insieme). Ovviamente i casi in cui viene applicata l’intelligenza e si trova un giusto equilibrio tra interpretazione e sane mazzate non sono un problema, ma se io giocassi un mago neutrale puro mi scoccerebbe “perdere” due o tre sessioni a vedere il ladro e il paladino discutere sopra i massimi sistemi, mentre se coinvolgono gli altri davanti a un dilemma etico, non rimane una gara a chi “è meglio” porta tutti i benefici che dici.

      Per l’esempio della sacerdotessa, non è il tanto farle provare emozioni umane il problema, anzi, il problema era che avesse una visione talebana della proprio culto. Oh le rispose sempre qualcosa del tipo “che ti lamenti? tuo marito ora tracanna birra e s’accoppia come un riccio da mattina a sera” seguito da un “ringraziate di non essere nati in tempo di pace” ma mi fu chiaro in quel momento come non fosse così semplice cambiare il proprio modo di ragionare.

      Per fare un altro esempio: stai interpretando un sacerdote convinto nel nostro medioevo a Roma. Un PNG ti inizia a parlare di come la libertà di culto sia cosa buona e giusta. Tu sai che il PNG ha ragione, ma il tuo PG è convinto del contrario e niente gli potrà far cambiare idea. Se ci fai caso perdi un millisecondo magari, ma lo perdi, quando il tuo PG deve sostenere una tesi che tu non condividi e di cui hai le prove sia sbagliata prima di rispondere come si conviene.

      E’ lo stesso tipo di difficoltà che si incontra a VtM nell’interpretare un malkavian credibile o un PG con umanità molto bassa (o un sentiero). Non è impossibile, si fa eh, ma farlo in maniera credibile senza rendere impossibile andare avanti richiede un po’ di ragionamento dietro. E di maturità.

      Mi piace

      • Non avevo centrato abbastanza il problema delle visioni estreme di un personaggio (riguardo ad un culto come nell’esempio o riguardo ad altri casi simili), cosa che richiede assolutamente preparazione e maturità per essere affrontato come PG. Su questo sono completamente d’accordo.
        La componente di “dubbio” di cui ho parlato prima chiaramente ha molto meno senso quando comunque io (giocatore/master) ho la volontà di interpretare uno specifico personaggio con una mentalità così particolare. A mio parere l’opzione del cambiamento del personaggio (soprattutto PG, ma anche per i non-giocanti) resta comunque valida, ma specifico allora che lo intendo in tutti e due i sensi. Perché qualcuno, a causa di opportune (e spaventose?) circostanze, non dovrebbe acquisire una mentalità più estrema? L’abbassamento di umanità durante una cronaca mi sembra proprio un ottimo esempio di questa trasformazione.
        Inoltre, non dicono che sia più facile scendere piuttosto che risalire? 😉

        Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...