Scuole di pensiero: i background

Apro oggi quella che diventerà una sorta di rubrica all’interno del blog: “Scuole di pensiero”.

L’idea mi è venuta dopo un paio di chiacchierate con degli amici che reputo ottimi giocatori e master notando come su certi aspetti la pensiamo in modo diametralmente opposto, senza che questo ci abbia impedito negli ultimi anni di giocare benissimo insieme campagne memorabili. Inevitabilmente sarò di parte, sostenendo molto più le ragioni di una scuola rispetto all’altra, ma, come sempre, sono benaccette opinioni diametralmente opposte.

Iniziamo con uno degli aspetti del GDR su cui mi sono confrontata di recente con colei che a breve mi narrerà VtM Live: i background.

La mia opinione a riguardo l’ho già data sull’ottimo post di Legale Malvagio su come scrivere un background, ma vediamo di approfondire la questione e di spiegare perché preferisco i background sintetici e quasi schematici ai racconti brevi che tanti amano scrivere. (Sospetto che il motivo principale sia una sorta di deformazione professionale, ma vabbè…). Vediamo anche di segnalare anche i pro di scrivere un background lungo e articolato

Background sintetici: sono quelli che preferisco, sia come giocatrice che come master (1). Sarà un mio limite ma difficilmente ho superato la pagina di background e il mio record è di 5 righe, ma quella era una situazione molto particolare (2), e posso dire che praticamente mai un narratore ha avuto da ridire sulla caratterizzazione del PG o su la mancanza di dettagli (tranne sul mio primo PG di VtM, ma quella è un’altra storia). Per me un buon background è composto dai punti salienti della vita del PG fino a quel momento, condito da pochi tratti distintivi, una breve descrizione dell’aspetto, compreso il suo stile nel vestirsi, qualche cenno sulla storia della famiglia, se rilevante, e un’indicazione generale sul carattere. Il resto mi aspetto di vederlo dal momento in cui iniziamo a giocare. Ora, vero e sacrosanto che un background dettagliato può dare idee e spunti al narratore ma, se non è il luogo in cui vi ha scelto il vostro sire non è così fondamentale sapere che scuola media ha frequentato il vostro PG. Allo stesso modo posso fare benissimo a meno di sapere che vostro nonno aveva la spada della figaggine +5 che può essere usata solo dai suoi discendenti e, guarda caso, sia voi che vostro padre siete figli unici. Tolte queste informazioni totalmente inutili, c’è davvero bisogno di più di una pagina – una e mezza – per descrivere chi siete?

[tentativo di switch di personalità]

Background lunghi e dettagliati: lo ammetto, ho letto background molto lunghi e molto belli: non descrivevano il PG, lo raccontavano.  Quando il giocatore era bravo nel raccontare non ti scriveva semplicemente “è scorbutico” te lo faceva capire in quel piccolo racconto che è così. Ti narra la storia della sua famiglia e ogni piccolo particolare della sua vita perché vuole inserire a pieno il PG nel mondo che il master (o l’autore di turno) ha creato. Vuole rendere vivo il personaggio anche prima della prima sessione, non vuole darti una schematica e asettica descrizione, vuole che tu lo veda vivere così come lo ha immaginato lui. Ogni singolo dettaglio che ti racconta è per rendere il suo PG unico.

A voi la parola.

(1) Mi fecero notare qualche tempo fa che, essendo donna, dovrei definirmi “Mistress”. Ma anche no.

(2) Era talmente ben dettagliata la storia della razza e della scuola di stregoneria in cui era cresciuta che praticamente la mentalità, la psicologia e l’idea che aveva del mondo non richiedevano un trattato. Se cresci in una scuola/prigione, con solo membri della tua razza che ti ripetono come voi siate superiori avendo, di fatto, battuto la divinità della magia sul piano della magia e non avendo mai visto il mondo fuori, non è che ci voglia un trattato per descrivere la psiche del PG. E poi era un beta testing. L’estrema sintesi comunque non impedì al narratore di attingervi per una quest.

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5 pensieri su “Scuole di pensiero: i background

  1. Ciao,

    carino questo blog!

    Concordo sul discorso background. Pochi tratti forniti in modo chiaro sono il meglio in quanto facili da ricordare, giocare, valutare.

    Recentemente ho avuto a che fare con un ottimo giocatore, entusiasta della campagna che stiamo portando avanti, colto dal morbo dello scrittore. Mi ha spedito via mail due o tre bozze del background nella quale descriveva l’epopea che gli aveva dato i natali al suo PG.
    Come spesso capita in questi casi, il racconto era farcito di avvenimenti, grandi gesta, si scomodavano incesti divini, infanzie tormentate e crisi adolescenziali.
    Ho preso appuntamento col giocatore e gli ho spiegato che non potevo accettare una simile serie di accadimenti perché condannava già in partenza la sopravvivenza del gruppo: la sequela di nemici, cambi d’umore, sdoppiamenti di personalità che voleva mettere in scena richiedevano una campagna apposita con classi specifiche quali psicoterapeuti, assistenti sociali e via dicendo.
    E’ vero che tutti vogliamo sentirci speciali, ma, specie in un gdr, bisogna pensarsi, fin da principio, come parte di un gruppo. Chi di noi passerebbe giorno e notte, affiderebbe la sua sopravvivenza ad un nano bugiardo, stempiato, cocainomane e libidinoso? Se il Master non ambienta la campagna in Italia tutto ciò non è verosimile, e comunque bisognerebbe ammettere che gli altri membri del gruppo sono ben stipendiati dal nano in questione.

    Per chiudere quindi: sì, pochi tratti, ma chiari, niente fanatismi o individualismi che spacchino in partenza un’alchimia tra le parti che ancora è da costituirsi. Le avventure avranno poi lo scopo di mettere i giocatori di fronte a bivi e scelte, in queste occasioni si formerà la loro storia comune, quella vera e forse, successivamente, sarà possibile rivedere quel background e arricchirlo.

    Un saluto,
    Mattia.

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  2. Ciao, ho scoperto solo ora il tuo blog (grazie a una segnalazione su quello di Imbrattabit). Una nerd in più che parla di cose da nerd ad altri nerd! Evvai!!
    Scherzi a parte, anch’io sono per i background sintetici, anzi, nel caso di D&D sono per background inesistenti. Se sei a corto di nerditudine, fai un salto nel mio blog e leggiti questo rant:

    http://altrimondigcsd.wordpress.com/2012/09/24/il-background-in-dd/

    Mi raccomando però, non prenderlo troppo sul serio.

    Keep gaming.

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  3. Alla fine mi pare di capire che dipende dal gioco.

    D&D et similia necessitano solo di 2 righe e definire l’allineamento. Tutto sommato si dovrebbe iniziare con Pg di livello 1, non dovrebbero avere una storia personale troppo vasta.
    (anche se sinceramente ho visto gente giocare a D&D scatola rossa come se fosse il videogioco King of the Red Dragon)

    Giochi skill based non organizzati con Livelli invece necessitano un bel tappeto di info su BG. Ricordo i 40 punti da distribuire nelle skill professionali in Cyberpunk 2020 alla creazione del pg: in questo caso già dall’inizio non si impersonava propriamente un “novellino” quanto piuttosto un professionista lanciato verso l’alto. Qui un BG coerente sarebbe vivamente consigliato.
    (anche se sinceramente ho visto gente giocare a Cyb come D&D scatola rossa, LURIDI INFEDELI MALEDETTI)

    ambeh!

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