Motivi per (non) aprire una campagna live

Contando che mi sono persa Lucca Comics (e volevo tuffarmi dalle mura, ecco), che ancora non ho i manuali che volevo, che continuo a perdere dadi in giro per casa mia e altrui, mi irrito molto più facilmente questo periodo. Considerando che già solitamente sono uno yogurt al limone, chiedo scusa in anticipo per il livello di acidume che potrebbe raggiungere questo post.

Chiunque metta su una campagna live ha il mio augurio di buona fortuna.

Trovare una location, mettere tutti i partecipanti nelle condizioni di partecipare, gestire la cassa, fungere da psicologo per dei casi disperati non è un lavoro da poco. Si fa per passione. (Sì ok, alcune volte si fa per soldi, ma in quel caso non crei un’associazione, metti su un’azienda e diventa il tuo lavoro, il ché è ugualmente degno di stima ma non c’entra con il post.)

Tralascerò i “nobili” motivi che spingono ad iniziare una campagna live di qualsiasi GDR, quali divertirsi in compagnia, dedicarsi ad una passione, raccontare una storia, avere la scusa per comprare i costumi eccetera eccetera eccetera, li conosciamo benissimo e sono quelli che di solito (ci) spingono a cominciare. Anche il vecchio caro “perché c’ho voglia” ha la sua innegabile dignità.

Quando vedete però partire (e naufragare) tante campagne, di tanti generi scopri che ci possono essere altri motivi per cui qualcuno dovrebbe spendere tempo, energie e (a volte) denaro per passare dall’immaginare di picchiare un troll all’immaginare che quella cosa di lattice davanti a te sia un troll. (O dal perderti nell’immaginare la grazia della primogenita toreador al… diciamo al “rimanere deluso” ecco diciamo solo questo (1).)

Quali sono i motivi sbagliati per dare il via ad una campagna live? Fin troppi, ne citerò solo un paio e saranno quelli che ho visto essere causa della rovina della cronaca stessa.

Ripicca. Una cronaca può finire per mille motivi, tra cui molti innocenti come “non siamo più universitari fancazzisti adesso e non c’abbiamo tempo di tenere su una cosa simile” o “ci siamo stancati”. In quel momento di solito gli organizzatori e i giocatori restano amici, si rammaricano che i casi della vita li portino a vivere a 200Km di distanza o altro, restano amici e ogni tanto fanno qualche battuta su qualche scena epica occorsa durante i live. C’è però quello che non ci sta. Quello che aveva appena ottenuto col suo PG il successo desiderato o che secondo lui era il perno della macchina organizzativa. Ecco che mette su una nuova cronaca, rendendosi sordo ai consigli di chi ci è già passato. Si autoconvince che la sua campagna non si arenerà come tutte le altre, lui non commetterà gli errori di tutti gli altri, si preoccuperà di avere più giocatori, meno staff (perché solo lui sa e può), location più belle, nessun limite al dialogo con i suoi giocatori, che ovviamente sono migliori di qualsiasi altro giocatore di qualsiasi campagna o associazione, tu che trovi dei difetti sei solo invidioso e io mi farò la mia cronaca ma con blackjack e squillo di lusso.

Ego. Ora, una certa dose di fiducia in se stessi e nelle proprie capacità è necessaria per iniziare una qualsiasi impresa, anche far giocare un gruppo di nerd a D&D, tuttavia se l’unica motivazione che spinge l’organizzatore di turno a mettere su il tutto è il dover dimostrare che è un genio incompreso forse non è il migliore dei motori per una cronaca. (Prima o poi ci scriverò un post sull’ego dei giocatori in generale e dei narratori in particolare)

Tesi. Peggior motivo per cominciare una cronaca, non solo live ma anche tradizionale. Siete certi di aver trovato la giusta interpretazione su un aspetto dell’ambientazione che l’autore ha lasciato volutamente ambiguo ( ad es. l’origine degli zombie a Sine Requie) e per dimostrare che ha ragione a coloro che propongono interpretazioni differenti e ugualmente plausibili create una cronaca che ha senso solo se si parte dall’assunto che voi abbiate ragione. Il problema è che l’organizzatore in questione ragionerà come se stesse preparando un dibattito, non una cronaca.

Giuro, nei prossimi 2-3 post non mi lamenterò di nulla.

(1) Io ne ho viste di cose che vuoi umani…

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