Diamoci una regolata

Oggi parliamo di regolamenti, perché siamo onesti con noi stessi, per quanto a tutti noi piaccia mandare avanti la narrazione nel modo più snello e agevole possibile avere un minimo di regole che ci indichi se il nostro amato PG è in grado di fare o meno una certa cosa è fondamentale. Se optiamo per il PVP allora non possiamo proprio farne a meno.

Come sto sperimentando in questo periodo sulla mia pelle, scrivere un regolamento non è semplice: bisogna tener conto sia del bilanciamento delle varie tipologie di PG sia dell’usabilità del regolamento stesso, ovvero che non rallenti troppo la narrazione. In ultimo, cosa da non sottovalutare, deve essere di facile comprensione.

Certo, possiamo avere un buon gioco con un pessimo regolamento, ma perché rischiare?

Quando ci troviamo davanti all’esigenza di creare un regolamento? Banalmente quando vogliamo creare un gioco nuovo o quando vogliamo adattare un gioco già esistente.

I risultati possono essere deludenti, soprattutto quando non ci preoccupiamo di far collaudare il tutto a qualcuno che non è stato coinvolto nella fase di scrittura. Decidete con la vostra testa ma prendete in considerazione eventuali  obiezioni, soprattutto se argomentate.

Ad esempio, se conti alla mano, vi fanno vedere come il PG super specializzato nell’uso dei fucili di precisione, che per specializzarsi in questo ha rinunciato ad altri stili di combattimento o ad altre capacità utili (ad esempio saper trattare una ferita o usare determinate tecnologie) ha il 50% di probabilità di mancare il bersaglio a 200 metri forse avete sbagliato qualcosa nel vostro regolamento, idem se il mago ha la stessa capacità di usare un’arma del guerriero.

Evitate di regolamentare tutto. In un manuale per una campagna live c’era esplicitamente scritto che il regolamento serviva solo per quelle azioni che non potevano essere compiute per motivi legali o per le leggi della fisica. Che si tratti di un gioco “tradizionale” o di un larp, cercate di attenervi a questo consiglio, traducendo in numeri e tiri di dado (o estrazione di carta, lancio della moneta…) solo lo stretto indispensabile, come le botte o la magia, o qualsiasi cosa sia in qualche modo legata al caso o alla fortuna.

Tenete anche conto dell’ambientazione con cui userete quel regolamento. In questo periodo sto avendo a che fare con la stesura di due regolamenti, uno relativo ad un fantasy abbastanza classico, l’altro per un survival horror. Nel primo buona parte delle regole sono relative alla magia e a tutti i poteri sovrannaturali, mentre il secondo ha bisogno di regolamentare poche cose (in pratica solo se hai colpito il mostro di turno e se sai usare determinati equip), i due regolamenti saranno molto diversi per lunghezza e per approccio, non avranno nulla in comune, ma entrambi saranno funzionali alle storie che supporteranno. O almeno questa è l’intenzione.

E voi? Vi siete mai trovati a dover scrivere un regolamento? Come vi siete regolati? Avete consigli da darmi?

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5 pensieri su “Diamoci una regolata

  1. Di regolamenti nuovi non ne ho mai scritti, ma mi è capitato di dover scrivere usando un regolamento che non conoscevo a fondo e adattandol mio stile di gioco.
    In via amatoriale invece uso un d20 system con alcune modifiche che lo rendono adatto al nostro stile di gioco. Partire da un regolamento collaudato può essere d’aiuto. Dopotutto ormai creare qualcosa di veramente nuovo e’ difficile. Piuttosto semplice invece modificare a tuo piacimento qualcosa che hai già provato.

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    • vero, i regolamenti esistenti coprono il 99% delle esigenze di noi poveri giocatori, ma quando stai per mettere su una campagna larp con ambientazione scritta da zero, rientri in quel 1% che ha bisogno di un regolamento ad hoc ed è più facile scriverne uno da zero che modificare uno già esistente.

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  2. NON FUMO DA UN MESE E ORA SCIOLGO PARETI CON LO SGUARDO.

    io consiglio un sistema già pronto. Parlo per esperienza personale e specifico NON LARP, partita al tavolo da giugno e ancora non conclusa. Poche gioie, molti dolori e probabilemente non incontrerete del tutto i gusti dei vari player. Se per caso vi trovaste nel gruppo (in playtest perpetuo) un aspirante minmaxer\powerplayer, il vostro più grande desiderio diverrebbe impalarlo sul duomo. Pensate sempre “i miei giocatori se lo meritano?” e ” non c’è già un regolamento che fa certe cose?” prima di avere brillanti idee di game design.
    Amen brothers.

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