Nel nome degli dei, chiunque essi siano

Accantono per un momento il discorso sull’araldica (che a quanto pare vi piace tanto anche se vi rende timidi) per tornare a parlare di argomenti più strettamente legati al GDR. Chiedo nuovamente il vostro pensiero, oh popolo di internauti!

L’argomento è di quelli a cui non pensi mai finché non ti capita di trovartelo in una campagna. Parliamo di religioni.

Ora, bene o male in qualsiasi campagna fantasy vi troverete un pantheon divino che manifesta il proprio potere in diversi modi. Raramente vi sono PG o PNG che dubitano dell’effettiva esistenza di entità superiori, siano essi divinità o grandi forze elementali, in quanto di solito un chierico anche alle prime armi può mostrare materialmente il potere del suo dio patrono o dell’intero pantheon.

Ormai due o tre anni fa, ad un giocatore che insisteva per interpretare un PG ateo, qualcuno gli fece notare che la popolazione negli ultimi dieci anni aveva assistito alla nascita di due divinità e un’altra si era fatta una passeggiata nella capitale solo pochi mesi prima. (1). Bene o male che gli dei esistano e che i PG venerino quelli giusti è qualcosa che si dà quasi per scontato.

Poi arriva la campagna che non ti aspetti.

Dunque nel 99% dei casi il tuo PG se ne sta lì bello e tranquillo certo che i suoi dei esistano e concedono di fare belle cose ai chierici. E gli dei sono quelli, certo qualche popolazione nordica le chiamerà in modo diverso ma saranno quelle. Ci saranno anche delle popolazioni che venerano un dio o dei diversi, ma i loro chierici non riescono a fare quel che fa il vostro chierico quando invoca Pelor.

Accade poi che i PG entrano in contatto con un popolo che venera altri dei. Scoprono che non sono i loro con altri nomi, è proprio un pantheon completamente diverso. Proprio quando stai per convincerti che venerano qualcosa che non esiste e che è solo frutto della loro mentre il loro sacerdote fa un prodigio proprio come fa il tuo chierico. Il party fa le sue indagini e realizza che quello è davvero un chierico e non uno stregone che si spaccia per tale. E lì ti prende un attimo lo smarrimento.

Ovviamente non so quale sarà la spiegazione che ha in testa il narratore per fa sì che il tutto torni, ma voglio chiedervi, quando create un mondo, come vi regolate sul fronte religione?

Ora, in un’ambientazione dove non vi sono prove concrete dell’esistenza di una o più divinità, ovvero un’ambientazione che non prevede che i sacerdoti lancino incantesimi, è plausibile che in diverse regioni del mondo si venerino pantheon diversi, ma quando gli dei camminano sulla Terra come vi regolate?

Ora, sarà stato un mio limite come master e un mero caso come giocatrice, ma ho sempre avuto a che fare con un pantheon unico in cui gli dei avevano nomi diversi tra le varie popolazioni, ma avete mai pensato di usare religioni differenti tutte con le stesse “prove” di veridicità? Ovvero, avete mai fatto incontrare Thor, Ares e Heironeus?

Occhio, non mi riferisco a religioni diverse in diversi piani del multiverso, ci può anche stare in fondo che ogni dimensione abbia il suo pantheon, ma a popoli dello stesso pianeta che venerano diversi pantheon, e tutti rispondono alle invocazioni dei sacerdoti.

Insomma, voi come affrontate l’aspetto delle religioni quando create un mondo?

 

 

(1) Giuro, la scena era molto più epica di come ve la sto dicendo adesso.

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4 pensieri su “Nel nome degli dei, chiunque essi siano

  1. Onestamente preferisco l’approccio minimalista di Greyhack, dove c’è un solo pantheon con relativamente poche divinità.
    Il rischio di voler creare più pantheon è che la cosa scada nel ridicolo come accade in Faerun dove le divinità le vendono al discount

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  2. Si tratta di capire a priori quanto gli dèi siano potenti. In Faerun ce ne sono un’infinità, ma hanno poteri relativamente limitati. Certo, sono più potenti degli umani, ma niente a che vedere con le loro controparti di altre ambientazioni. Dubito persino che gli dei che in Greyhawk hanno lo stesso nome siano in effetti paragonabili ai corrispondenti dei di Faerun, per esempio se Silvanus o Moradin siano gli stessi nelle due ambientazioni (almeno quanto a poteri). Il fatto stesso che in Faerun gli dei siano così tanti limita il loro potere, perché c’è sempre qualche altro dio che è più potente di loro o che comunque contrasta i loro piani. In effetti gli abitanti del Piano Materiale sono poco più che pupazzi nelle mani di questa o quella divinità…
    Siccome questo approccio mi aveva stancato, ho deciso che nel “mio” mondo tutti possono credere a quello che vogliono, ma non esistono prove concrete dell’esistenza della divinità o delle divinità. Niente incantesimi clericali, niente resurrezioni e prodigi a comando. Ovvio, il sistema non è D&D e non ho idea se si possa tentare la stessa strada con il regolamento D&D.

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    • Approccio interessante l’eliminazione degli incantesimi divini (in effetti risolve i problemi alla radice), vero?. Potrebbe anche funzionare con D&D a patto di aumentare in qualche modo le cure (potenziando l’abilità guarire o modificando la lista di incantesimi del druido, per esempio). Per curiosità, che regolamento usi? Pur avendolo ipotizzato nel post una situazione del genere non l’ho mai narrata né giocata, sono curiosa.

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      • Uso un regolamento fatto da noi. E’ un sistema basato su skill. Il caso è gestito tramite pool di dadi, un po’ come MdT. L’ambientazione è un fantasy molto medievale e molto “low magic”. Esistono oggetti magici ma sono rarissimi e nessuno sa realmente come funzionano, non esistono incantatori arcani che sparano incantesimi come caramelle, non esistono incantatori divini, la magia funziona solo ogni 500 anni e soltanto per provocare caos (proliferazione di mostri e aberrazioni, eventi atmosferici anomali ecc.). Può sembrare strano, ma la campagna sta funzionando bene.
        Il sistema è molto realistico, nel senso che se sei ferito non puoi guarire con un incantesimo o una pozione. Esistono però gli Alchimisti, che sono soggetti che sanno estrarre sostanze prodigiose dalle creature innaturali magicamente mutate. con quelle sostanze creano unguenti e pozioni che aiutano un po’ ad accelerare la guarigione, ma niente di trascendentale. Nel mio mondo un singolo colpo di spada può davvero far danno, devi vedere i giocatori come se la fanno addosso a ogni incontro! Mmwwahahaha!

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