Il potere delle malelingue

C’è un fenomeno che chi è cresciuto in un piccolo paesino di montagna non può ignorare e di cui comprende la portata e la potenzialità: la maldicenza.

Dato che in ogni campagna medievaleggiante o post-apocalittica il nostro amato party prima o poi si troverà  di passaggio in un piccolo villaggio  mi son detta “perché non parlare di come la maldicenza può dare spunti o arricchire il nostro gioco?”

E non è un caso che ne parli oggi. (1)

pettegolezzi[1]

La maldicenza consiste nel riportare in maniera distorta o incompleta i fatti in modo da indurre l’ascoltatore a trarre conclusioni erronee circa un’avvenimento o una persona. Il potere della maldicenza in alcuni contesti sociali (e il villaggio di un centinaio di persone, in media non molto istruite, in un setting similmedievale è il contesto ideale) può portare alla rovina di rapporti d’amicizia decennali  o a problemi sociali più o meno gravi per la povera vittima.

La maldicenza può essere anche l’unico strumento di “rivalsa” o di “riscatto” del povero contadino nei confronti dell’uomo di potere, non potendolo affrontare o portare in qualche modo le proprie rimostranze si accontenta di dipingerlo peggiore di quanto non sia denigrandone la figura.(2)

La parte fondamentale della maldicenza è che nessun difetto, nessuno sbaglio, nessun comportamento non condiviso può passare sotto silenzio. La maldicenza non necessita di grandi proclami, spesso basta una mezza frase, una parola detta le modo giusto, a volte anche solo uno sguardo eloquente può dare il via al meccanismo.

La creazione e la diffusione di un pettegolezzo passa per queste figure:

  • coloro che, sempre sottovoce e mai apertamente, diffondono la maldicenza
  • colui che, per tornaconto personale o per cattiveria o per mandato di terzi, inventa la maldicenza, distorcendo una verità o insinuando un dubbio.
  • coloro che riportano la maldicenza arricchendola, romanzandola, rimuovendo o aggiungendo particolari.
  • coloro che trovano corrispondenze, spesso presunte o forzate, tra la maldicenza e la realtà dei fatti. (3)

Abbiamo dunque lo spunto per un nutrito gruppo di PNG che renderà vivo il villaggio in cui si è ritrovato il nostro gruppo. I nostri PG potrebbero dover capire il fondo di verità di una maldicenza in quanto informazione necessaria per mandare avanti la quest, oppure l’innocente vittima della maldicenza potrebbe chiedere al paladino di aiutarla a riscattare il proprio onore, qualcuno potrebbe chiedere al bardo del gruppo di ricoprire uno delle figure appena descritte per screditare un suo avversario, oppure uno o più membri del gruppo potrebbero ritrovarsi vittime di una maldicenza e trovarsi nella condizione di doversi dimostrare innocente.

In conclusione, l’inserimento dell’elemento della maldicenza nel raccontare un villaggio o una piccola cittadina, è un metodo a mio giudizio valido per aiutare i giocatori ad immaginare un ambiente ben definito. Un tale fenomeno è impensabile in una grande città, o almeno non avrebbe una tale portata, quindi rende ancor più evidente il cambiamento di ambiente. Inoltre potrete anche sottolineare, se è congeniale al vostro mondo, che alcune razze, come gli elfi o i nani, siano completamente estranee a questa pratica.

(1) Oggi è Sant’Agnese, festa delle lingue lunghe nella mia città. Ogni anno, il 21 gennaio, si riuniscono comitive di amici, gruppi di conoscenti, colleghi di lavoro, per stabilire chi fra di loro è il più “pettegolo”.

(2)L’origine della festa, secondo la tradizione, di deve proprio a questo aspetto.

(3) Ad esempio se gira voce che la moglie del locandiere lo tradisca col panettiere, costoro sottolineeranno come la donna si rechi al forno anche due volte al giorno, senza citare il fatto che ne esca con delle pagnotte dopo pochi minuti.

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