Competizioni

Articolo un po’ così… diciamo che è più uno sfogo personale che è ben al di sotto dell’utilità media dei post di questo blog, che già è abbastanza bassa.

C’è una fastidiosa tendenza in una fetta nemmeno troppo piccola di giocatori che ripropone gli stessi atteggiamenti del tifoso ultrà di calcio, con l’aggravante che nel GDR non vince nessuno. Posso anche arrivare a capire l’esaltazione quando la propria squadra del cuore vince o la delusione quando perde, il calcio è un gioco che prevede competizione e in ogni partita c’è un vincitore e uno sconfitto, c’è qualcuno che vince insomma. E’ indubbio che il primo che ha motivo di festeggiare la vittoria è il calciatore che ha giocato la partita, ma è comprensibilissima anche la gioia del tifoso che, magari anche solo tramite le chiacchiere con gli amici al bar o l’iscrizione e la partecipazione ad un fanclub, si sente parte della squadra vincente. (1)

Trasportare questo concetto nel mondo del gioco di ruolo è un po’ insensato, fondamentalmente perché viene meno il discorso di “partita”, “di campionato” perché nel gdr, come amiamo a ripetere noi giocatori ogni volta che dobbiamo spiegare il nostro hobby a qualcuno, non vince nessuno. Non. Vince. Nessuno.(2)

Con questa premessa il concetto di “tifoseria” dovrebbe venir meno. Dovrebbe.

Ho assistito, e purtroppo continuo ad assistere, ad atteggiamenti da tifoseria che non hanno ragione di esistere, o che io non capisco. Giocatori di VtM che considerano bambini quelli che giocano ad un gioco “buonista” come D&D, giocatori di Sine Requie che considerano poser frustrati quelli di VtM,  eccettera eccetera eccetera. Ora se sui singoli casi specifici si può anche avere ragione, generalizzare è sbagliato perché “giocatore di D&D 4 uguale bimbominkia” è un’idiozia totale. Ok, quel gioco è palesemente sbilanciato verso i buoni, con alcune scelte discutibili sulle razze giocabili, ma pensate davvero che il quattordicenne che approccia al gdr con D&D4 sia più scemo del trentenne che per un live di vampire impiega tre ore per vestirsi e truccarsi? (No, la cura nei dettagli è un’altra cosa).
A me Requiem non piace ma nessuno di quelli che lo preferiscono al altri giochi mi ha mai “costretto” a giocarlo. L’offerta di gdr è talmente varia da accontentare tutti senza farci inutili guerre tra di noi. Abbiamo già la nomina di pazzi esaltati, non alimentiamola, non ne abbiamo davvero bisogno. In fondo voi come considerereste un pallavolista che giudica scemo un giocatore di basket solo perché preferisce il basket alla pallavolo? O meglio, come considerereste un tennista che giudica male un altro tennista solo perché questo preferisce giocare su terra invece che su prato? (3)

Ma se sul gdr “cartaceo” (passatemi il termine) ci salviamo ancora, visto che regole e ambientazione sono stabilite dall’alto e date in mano ai giocatori, è nel LARP che noi giocatori possiamo dare la peggiore immagine di noi stessi.

Ora negli ultimi 6-7 anni almeno in Italia è stato un fiorire di associazioni LARP con stili di narrazione, ambientazione, costi, magazzini, organizzazioni talmente varie che è impossibile non trovare quella che vi soddisfi a pieno (certo se siete siciliani e la vostra associazione ideale organizza eventi solo in trentino è triste), o almeno quella in cui le cose che vi piacciono surclassano quelle che vi fanno storcere il naso. Se un’associazione è stata caratterizzata negli ultimi dieci anni dalla quasi impossibilità dei PG di morire e su quest dove il Bene parte molto avvantaggiato rispetto al Male è inutile lamentarsi di come lo staff abbia un atteggiamento troppo buonista quando ci sono decine di associazioni dove devi portarti la scorta al cesso. Ci sono associazioni in cui siete in gioco 24 ore su 24 altre che non solo danno il time in alle dieci la mattina e il time out alle otto la sera, ma verso l’una danno la possibilità di uscire dal gioco per mezz’ora per pranzare. Insomma a voler cercare ci sono associazioni per tutti i gusti, se ci si riesce ad accontentare troverete facilmente quel che fa per voi nel raggio di cento chilometri da casa.

Se vi è capitato di frequentare il mondo del larp italiano avrete visto come pare sia impossibile esprimere un’opinione non accompagnandola ad un’offesa o denigrazione di un’altra associazione (4). Ora un’associazione, nei limiti del legale e dello statuto, può decidere di fare quello che vuole con le donazioni/offerte/rimborsi spese dei partecipanti. Se sono un giocatore che ama la comodità magari sceglierò quella in cui i PNG hanno tunichette molto base ma l’organizzazione allestisce un buffet per cena, se mi adatto facilmente alle situazioni spartane sceglierò quella che ha investito le proprie entrate in costumi per mostroni latticiosi e scenografie curate ma che da davvero poche comodità ai suoi giocatori. Se sono uno spiantato mi accontenterò dell’associazione con il costo minore per evento e che non sia troppo esigente per i costumi. Se non riesco a concepire un elfo con la barba eviterò le ambientazioni che si ispirano alla mitologia norrena.

Non ha molto senso lamentarsi delle scelte di associazioni di cui non facciamo parte, o meglio, c’è per forza bisogno di insultare chi trova divertente qualcosa di diverso? A quanto pare no, il preferire le scelte di un’altra associazione sembra essere un’offesa indelebile.

Vediamo di comprendere che con un’offerta così ampia di ambientazioni, di regolamenti, di gestione dell’organizzazione è davvero inutile perdere tempo a denigrare le scelte di altre associazioni, così come è da scemi criticare ogni cosa dell’associazione di cui facciamo parte: se i contro surclassano i pro, forse è il caso di pensare di trasferirsi in altri lidi. Non capisco quelli a cui non piace l’organizzazione, il regolamento e l’ambientazione ma continuano a partecipare solo agli eventi di quella associazione.

Altrimenti finiamo per dare ragione a chi ci dipinge come dei pazzi.

Ecco, mi sono sfogata.

(1) i cretini che commettono atti di vandalismo con la scusa del calcio sono delinquenti non rientrano nell’esempio che stavo facendo.

(2)La competizione tra due PG, o due gruppi di PG, che mirano allo stesso obiettivo non è paragonabile all’agonismo sportivo. La vittoria è il fulcro di uno scontro sportivo, in una narrazione la sfida tra due PG è un arricchimento.

(3) credo si chiamino così due tipi di campi da tennis.

(4) nella quale magari non abbiamo ottenuto quel che volevamo.

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3 pensieri su “Competizioni

  1. D’accordissimo!
    “Si, ma chi vince?” . (E’ SEMPRE la prima domanda ogni volta che cerco di spiegare… credo che l’italiano medio sia molto frustrato se la prima cosa che gli interessa è *chi vince* e non *come funziona il gioco*…vaaabbè)
    Molti secondo me sono gli ingredienti che ultimamente hanno portato alla ribalta il mondo Nerd, e questo ha permesso a diversa gente di trovare un buon aggancio ed entrare nel *giro* ma tutta questa espansione ha anche favorito l’ingresso di “posers”, di “tifosi” (hai usato la parola perfetta), e comunque di persone dai cui ragionamenti è ben comprensibile quanto non abbiano capito niente di gdr.
    Soprattutto non comprendo la ricerca di “infilare in una categoria” i giochi o i giocatori. NO cazzarola.
    Proprio “I nerd”, sempre infilati da tutti nella categoria degli “sfigati – emarginati”,è assurdo che cerchino di creare sottocategorie di “più sfigati-emarginati”!
    Evidentemente però la mentalità che deve vedere il proprio gruppo per forza migliore di un altro in qualcosa sta avendo la meglio, e la cosa mi sconforta, perchè lede la voglia di stare insieme e divertirsi che dovrebbe stare alla base di un Gdr (secondo me)
    Ovvio che ogni cosa è soggettiva, e che a me può piacere o meno un gioco – ambientazione – regolamento ma da qui a dire che “TUTTI quelli che ci giocano sono idioti” ce ne passa un mare…

    Andando sui “Discorsi associativi”,non ho capito bene cosa intendi; e qui preciso, perchè la storia della critica-dell’insulto l’ho vista addosso a me come giocatrice.

    Ho giocato e narrato abbastanza Live in diverse associazioni di cui ho fatto parte, ed ho notato sulla mia pelle che in alcune i commenti,consigli o eventuali critiche mosse su regolamenti/altro vengono almeno ascoltate o addirittura a volte discusse civilmente tra tutti i giocatori;
    in un’altra associazione per aver fatto notare la non coerenza di alcune azioni del narratore con lo stesso regolamento dell’associazione, addirittura mi sono ritrovata insulti in forum e campagne dello stesso narratore/dirigente contro i miei pg, INGAME ( cosa tristissima -.-“) e ho dovuto un po’ a malincuire abbandonare il gioco per questo motivo. (Ovviamente gli altri players vedendo le ritorsioni hanno ben pensato di tacere, anche se molti la pensavano come me)

    Quindi è vero che un membro di una associazione non deve solo criticare, ma se siamo tutti parte di una associazioneX e viene detto qualcosa anche con fare propositivo per migliorare il gioco di tutti, come minimo rispetto.
    Non dico certo obbedire a bacchetta,ma tantomeno pesci in faccia gratis.
    Alcuni direttivi vedono la propria associazione come un tempio immutabile, e qualunque cosa vada contro o proponga modifiche, è inacettabile, inascoltabile e deve essere eliminata a qualunque costo.
    E dico questo perchè spesso queste persone si nascondono proprio dietro alla frase “ce ne sono tante, scegline un’altra se questa non ti garba”.
    Questo mi mette molta tristezza, perchè il dialogo e il rispetto credo sia alla base di ogni cosa, soprattutto se dovrebbe essere votata al divertimento.
    E’ ovvio che ci troviamo in paese abbastanza libero da permetterci di andarcene se l’ambiente non ci piace, però questa cosa ha due facce: da una pare il giocatore ipercritico-insopportabile-puntiglioso che vorrebbe l’associazione “come vuole lui” e basta, e dall”altro il dirigente Autocrate/Conformista che fa di tutto per mantenere ben salda la sua poltrona calpestando gli altri.

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    • Prima di tutto, benvenuta 🙂

      Per quanto riguarda il discorso associativo, sono stata in diverse associazioni con diversi ruoli, da membro del direttivo, a semplice giocatrice a staff vario ed eventuale e dopo tantissimi litigi e discussioni più o meno civili sono giunta alla conclusione che l’offerta è così ampia che c’è posto per tutti.

      Mi spiego meglio: ovviamente anche nelle associazioni in cui mi son trovata meglio c’erano delle cose che non mi piacevano. In plenaria o di persona con “i dirigenti” ho sempre fatto presente le mie critiche o anche semplici perplessità. In alcuni casi sono stati seguiti i miei consigli, in altri no. Al che la domanda da porsi è: quella precisa scelta associativa è così sbagliata da impedirmi di divertirmi al live? Se la risposta è sì vado a giocare altrove.
      Idem se la risposta alla mia proposta è l’equivalente di “il pallone è mio e ci gioco io”.

      La mia personalissima opinione su chi resta a giocare in un’associazione che non gli piace è che o l’associazione in fondo gli piace e i pregi fanno passare sopra ai difetti o che sono dei cretini.
      Voglio dire, se un ristorante ha una pessima cucina, camerieri sgarbati e conti salatissimi io non ci vado più, ma se magari per quanto caro il conto e sgarbato il cameriere fanno le pappardelle al sugo di cinghiale più buone del mondo continuerò ad andarci (magari lamentandomi ogni volta del cameriere e del conto).

      Tornando ad un esempio più grvistico: c’è un’associazione in cui sto per cominciare a giocare che ha un modo di assegnare i PX a dir poco schizzofrenico. Io detesto questa cosa, me ne son lamentata con lo staff prima ancora di cominciare. La giustificazione che mi hanno dato non m’ha convinto affatto ed è abbastanza chiaro che non hanno intenzione di cambiare. L’ambientazione, il regolamento, le scenografie, l’educazione dello staff e la macchina organizzativa però soddisfano abbondantemente i miei gusti, quindi potrò passare tranquillamente sopra al problema PX.

      Il giocatore ipercritico-insopportabile-puntiglioso (salve, sono una di quelli), dovrà farsi una ragione che un’associazione che lo soddisfi al 100% non esiste, dovrà accontentarsi di quella che lo soddisfa al 90%.

      Sul dirigente che si vuol tenere salda la poltrona di un’associazione non mi pronuncio nemmeno 🙂

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      • Ma salve!!:)
        Grazie del benvenuto e della spiegazione
        Si ho capito il concetto, ed in questo caso sono d’accordo.
        Semplicemente non avevo compreso bene se la frase fosse più dalla parte (passami il termine) del “membro dle direttivo incacchiato perchè gli rompono sempre” o del “giocatore annoiato da altri che ipercriticano ma non se ne vanno”.

        Anche io sono stata sia narratrice che giocatrice che comaster/png ecc ecc, e mi definisco una scassaballe, ma non certo perchè non ho di meglio da fare o perchè voglio rovinarmi il divertimento (vabè che il masochismo non è un reato,però… :p)
        E si, lo ammetto, anche io sono una giocatrice ipercritica-insopportabile-puntigliosa (ma ho aggiunto apposta il **che vorrebbe l’associazione “come vuole lui” e basta** per diversificare 😀 )

        Comunque si, è sempre come una bilancia tra pro e contro e fortunatamente sono veramente poche le volte in cui i contro mi hanno fatta fuggire con le mani nei capelli (vedi esperienza sopra che NON auguro a nessuno,anche se immagino che tu possa capire la sensazione -.-“)

        Riguardo al resto del post, concordo. Mi sono trovata a spiegare ad un tipo (che è stato a RIDERMI IN FACCIA e guardarmi come fossi un fenomeno da baraccone per tutto il tempo perchè ero in abito steampunk-vittoriano) che “Non vince nessuno, perchè il gioco è interpretare dei personaggi e seguire una storia” mi ha guardato con un’aria confusa tipo “si, ma se non vince nessuno che giocate a fare?”.
        Ehhhhhvabbè. Anche anche un minimo accettabile l’idea di “vincere per forza” da uno esterno a questo univrso, ma da altri players,mi scandalizza solo pensarci -.-“

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