Galateo del GDR

Questo post non aveva questa veste originariamente, era molto più polemico, molto più lamentoso e quindi molto odioso. L’ho riscritto, cambiando notevolmente la forma e, in parte, la sostanza.

Come tutte le attività che coinvolgono più persone anche il GDR richiede un po’ di buona creanza.

Prendete questo post per quello che è, una serie di consigli per vivere meglio questo splendido hobby che non va preso troppo sul serio.

 

blunt-vs-polite-english

  1. E’ solo un gioco. Per quanto l’esistenza stessa di un blog che si occupa (quasi) solo di gdr faccia apparire quantomeno strana questa prima regola ho sentito il bisogno di dirla subito. Ultimamente sono incappata in discorsi fin troppo seri per quello che è solo un passatempo ludico. Cerchiamo di ricordarcelo ogni volta che ci perdiamo in infinite discussioni sulla filosofia del gdr… (1)
  2. Il regolamento va applicato non interpretato. Anche se l’apice fu raggiunto quando si cercò di dare una spiegazione fisica alla “Palla di Fuoco” discussioni varie sulla plausibilità di alcune regole tornano ciclicamente. Chiariamo una cosa: nessun regolamento può riprodurre fedelmente la realtà, l’unico scopo di un regolamento è darci la possibilità di avere un sistema univoco per determinare quali azioni sono in grado di compiere i PG e con quali esiti. Aggiungiamo poi che parlare di realismo in un gioco dove esistono creature come zombie ed elementali è abbastanza fuori.
  3. De gustibus non disputandum est. Per quanto troviamo bizzarre o orrende alcune preferenze di altri giocatori, finché non ci costringono a seguirle meglio lasciarli giocare. Ad alcuni piace giocare in ambientazioni con sistemi economico-politici molto complessi, altri preferiscono tralasciare completamente questo aspetto, alcuni preferiscono l’azione, altri l’introspezione. Se un’ambientazione non ci piace non giochiamola e amen. A me non piace Requiem, non lo gioco, ma non credo sia intelligente fare interminabili discussioni a mezzo facebook per convincere qualcuno che Masquerade sia meglio.
  4. Non fare di tutta l’erba un fascio. Spesso sostengo che chi dia tantissimo peso alle gerarchie e allo status elevato abbia qualcosa da compensare. Ora questo spesso è vero ma ci sono casi in cui al giocatore piace semplicemente un certo tipo di gioco. Ad esempio se dei giocatori scelgono di interpretare un ordine cavalleresco con una rigida gerarchia di stampo militare e si divertono sia giocando il generale che l’ultimo dei soldati allora adorano giocare quel tipo di situazione non il PG con status alto.
  5. Il GDR non ti rende un essere superiore. Ora il gdr è un gran bel passatempo, ma non ti eleva socialmente. Alcuni giocatori purtroppo guardano quasi con disprezzo chi ha hobby più comuni o più particolari. E’ una cosa brutta. Se non vogliamo essere etichettati come sfigati perché ci piace fingere di essere un elfo non dovremmo considerare tutti i calciatori dei deficienti o i numismatici dei fissati.

Insomma, alla fine si tratta di un po’ di buon senso e di buone maniere. Possiamo farcela anche se siamo dei cretini che si mettono intorno ad un tavolo creando storie epiche e non. (Per non parlare di quando ci vestiamo da scemi per fare gli idioti)

 

(1)Onestamente non so se esiste una filosofia del fingere di essere un personaggio inventato per gioco.

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