Elite o buon senso?

Spesso, qui o su Twitter, ho sostenuto l’esigenza di una sorta di selezione all’ingresso per potersi divertire di più. Spiego: capisco come possa essere complicato imparare un regolamento, soprattutto se si è nuovi al gdr, ma l’ostacolo non dovrebbe essere il fare semplici sottrazioni o il significato di semplici frasi in italiano. Dialoghi come

“In questa ambientazione non ci sono i mezz’elfi”
“Posso fare il mezz’elfo?”

non dovrebbero esistere.

Ovviamente non vieterò mai a nessuno, nemmeno ad una persona incapace di comprendere una semplice frase in italiano,  di giocare, solo non ci giocherò insieme. Questo risultato si può ottenere o invitando a non presentarsi più o non presentandosi più al tavolo di gioco dove fare 7+5 richiede più di trenta secondi.

Nel mondo del LARP si può fare un discorso molto simile: se una persona ha difficoltà a mantenere il conto del suo ammontare di Punti Ferita la soluzione non è certo semplificare il regolamento perché una persona non riesce a comprendere che se ha 5 punti ferita e subisce un colpo da 2 danni rimane con 3 punti ferita.

Nell’ambito di un gdr “da tavolo” la soluzione è abbastanza semplice in quanto difficilmente si è più di  cinque o sei giocatori e di solito dopo una serata in cui non ha capito nulla è il giocatore con problemi con le addizioni a lasciare in quanto non si sarà divertito.

Nel mondo del gioco di ruolo dal vivo la questione è approcciata in diversi modi:

  • Coccolare il giocatore. Soluzione spesso adottata da piccole realtà che aspirano ad avere numeri più grandi. Viene modificato il regolamento, rendendolo più semplice, e vengono fatte molte concessioni. Il giocatore che non riesce a ricordare che una trappola indicata con un drappo rosso è più complicata da disinnescare di una segnalata con un drappo verde vedrà sparire la distinzione tra trappole più semplici e trappole più complesse ad esempio.
  • Educare il giocatore. Soluzione opposta a quella precedente. Il regolamento non viene minimamente toccato per non togliere quegli aspetti che magari permettono di fare un po’ di tattica (magari azzoppando un’avversario per impedirgli di fuggire invece di essere costretto ad ucciderlo) e il giocatore viene invitato ad imparare quelle 3-4 nozioni e concetti che gli permetteranno di giocare tranquillamente. Solitamente questa soluzione è accompagnata dall’istituzione di figure associative che servono proprio per spiegare punti oscuri (per alcuni) del regolamento.
  • Eventi ad invito. E’ una pratica che sta prendendo piede solo negli ultimi tempi ed è, per forza di cose, esclusiva di piccole e piccolissime realtà. Se so che per giocare nella mia campagna è necessario aver imparato quasi a memoria tutta l’ambientazione di Forgotten Realms, inviterò a giocare solo persone che già conoscono bene quella ambientazione.

Su quest’ultimo punto vorrei spendere due parole in più.

Il prerequisito che dovrebbe avere una campagna ad invito è una narrazione all’altezza. Se tagli fuori alcuni possibili giocatori perché non sanno la biografia di Elminster, mi aspetto che il narratore conosca la storia di Faerun come le proprie tasche e che la selezione all’ingresso sia una vera selezione all’ingresso e che non mi troverò tra i giocatori la fidanzata dell’amico dell’organizzatore che non ha la più pallida idea di cosa siano le Marche d’Argento ma se non invitata crea problemi all’amico.

Il problema principale della selezione all’ingresso è proprio questo: bisogna saper dire “tu si, tu no” e bisogna essere nella posizione di poterlo dire.

Di recente sono stata invitata ad una di queste campagne ad invito. Ho letto l’ambientazione e il regolamento e ho visto l’elenco dei partecipanti: ho risposto di no.

Il concetto di selezione si applica da entrambe le parti, se la narrazione può e deve lasciar fuori i giocatori che non ritiene all’altezza (1) deve anche accettare che un giocatore non la consideri di livello adeguato, o, più semplicemente, non la trovi di suo gusto.

 

 

(1) in senso lato, nell’esempio di cui sopra, il miglior giocatore del mondo, se non conosce quell’ambientazione, è fuori.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...