La scheda

Girata la boa dei 100 post, come ha avuto cura di ricordarmi WordPress, torniamo a parlare un po’ di gioco senza curarci di un titolo in particolare.

Parliamo di scheda, quella cosa che stando ai puristi non sorve a niente. Forse non fu mai scritta un’idiozia più grande parlando di GDR (1). Voglio dire, anche OnStage! che è forse il titolo più incentrato sulla narrazione tra i vari GDR, richiede due righe di scheda, a qualcosa quel pezzo di carta serve.

Domenica ho partecipato ad un live particolare, per una lunga serie di ragioni che non vi sto qui ad elencare la totalità dei PG si ritrovava senza equipaggiamento e anche nell’impossibilità di lanciare incantesimi. E’ stato un evento molto bello e per il 90% del tempo non è stato necessario ricorrere alla scheda. Voglio dire la capacità del PG di tranciare un drago in due con un colpo o di scassinare qualsiasi serrature contano niente se non hai una spada o degli arnesi da scasso.

C’è stato qualche purista, più discreto del solito devo dire, che ha gioito sostenendo come finalmente si sarebbe dato il giusto risalto al roleplay.

Ora posto nulla ha mai impedito di interpretare il proprio personaggio a chi sa farlo l’esigenza di una scheda si è avvertita ben prima del momento in cui i PG hanno rimesso mano su spade, grimori e simboli sacri. Si è avvertita, ad esempio, alla prima scritta in elfico. Ora io posso anche incarnare tutte le caratteristiche della razza elfica oppure averla studiata in maniera approfondita da background, ma se so leggere o meno quella scritta non è qualcosa che posso interpretare. Idem quanto male posso fare con la mia spada una volta che ho nuovamente la mia spada.

Dunque: serve la scheda per giocare di ruolo? Si.

Possiamo discutere su quando debba essere dettagliata, su come debba essere per essere intuitiva, ma non ne potremo mai fare a meno.

Certo, mi si potrà obiettare che si può risolvere ogni situazione facendo decidere al master se il nostro PG sappia fare o meno qualcosa, ma dal mio punto di vista si passa solamente dall’avere una scheda di carta ad averne una “mentale”. Nel momento in cui il master decide che sai leggere un testo in elfico, scriverlo su una scheda o ricordarlo a memoria non fa molta differenza.

Quindi sì, la scheda è qualcosa di cui non possiamo fare a meno.

I giochi diceless sono un altra cosa. In questo tipo di GDR infatti a mancare è l’elemento aleatorio nel determinare l’esito di un’azione, non l’elenco delle capacità e competenze dei PG.

 

(1) e ne sono state scritte tante.

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