Una storia di intimo orrore

Dopo aver consegnato il terzo episodio della saga, ho deciso di parlarvi un po’ di come è nata quella storia.

Cominciamo col perché ho iniziato a scriverla.

L’hobby di scribacchiare racconti ce l’ho da un po’, pochissime cosucce sono state pubblicate (e ora per fortuna vostra e mia sono sparite dal web) e molte giacciono incompiute memorizzate in vari supporti, qualcuna addirittura su floppy disk. Questo passatempo cozzava però con la mia assoluta mancanza di costanza. Insomma, c’è un motivo se si tratta prevalentemente di incompiute, o meglio ce ne sono due: la mia già citata tendenza a iniziare cose senza finirle e il fatto che più che storie a me piace inventare e raccontare personaggi. (1)

Ovviamente con la scoperta del gioco di ruolo ho avuto l’occasione di inventare e dare vita ad un’enorme varietà di personaggi.

Tra questi Cecilia Colonna.

Il personaggio in sé non era certo la cosa più originale della storia del gioco o della narrativa (2) ma aveva una particolarità che avrei voluto provare a giocare. Purtroppo quella cronaca non iniziò mai, però mi ero già “affezionata” al personaggio.

Decisi di trasformarlo in PNG per una mia cronaca. Nemmeno quella cronaca partì, principalmente perché i miei futuri giocatori preferirono cominciare una campagna di D&D. Campagna che mi sta dando comunque soddisfazioni ma che mi lascia ancora con al curiosità di vedere Cecilia in azione.

Intanto avevo abbozzato altri PNG e uno scenario in cui farli muovere e da dare in mano ai PG. Mi piacevano le varie scene che mi immaginavo tra i vari personaggi, i loro lati inquietanti e quelli più umani. Stavo facendo quello che mi piaceva fare con le storie, inventare personaggi e creare rapporti e relazioni tra loro, senza curarmi troppo di dare una vera e propria struttura alla trama. Se questa mancanza di dettagli e precisione è deleteria se si scrive una storia è congeniale per narrare una cronaca. Spiego. Scrivere un romanzo giallo senza avere la più pallida idea di cosa faccia scoprire chi sia l’assassino né di chi sarà a risolvere il caso non è una gran pensata, mentre in un gdr non è quasi mai possibile prevedere cosa catturerà maggiormente l’attenzione dei PG permettendo loro di scoprire l’assassino o quale PG troverà un’indizio fondamentale. Sto divagando.

L’antefatto che avrebbe dovuto fare da introduzione alla cronaca c’era, ma si trattava di scene sparse, così come quelli che sarebbero stati i punti-chiave a cui (si spera) sarebbero giunti i PG. Nel frattempo mi venivano in mente altri particolari da aggiungere ai vari PNG, di alcuni ho immaginato addirittura alcuni episodi della vita da mortale che poi avrebbero avuto ripercussioni nella trama.

Avevo voglia di raccontare questi personaggi e le loro relazioni e la struttura in episodi autoconclusivi (3) risultava ideale per poterli mostrare, senza dover costruire l’intera struttura della storia.

(1) concetto che richiederebbe un’esposizione chilometrica che vi risparmio.

(2) sono fermamente convinta che i PG debbano essere persone tutto sommato ordinarie per l’ambientazione di riferimento con uno o due tratti che li rendono interessanti.

(3) tranne il prossimo che leggerete, ma non ho resistito 😛

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