Calendario dell’Avvento XIV – D&D

“Un piano ben congegnato non potrà mai eguagliare una sfacciata botta di fortuna” ripeté per l’ennesima volta Isabel accarezzando ancora una volta la moneta d’argento palesemente falso che portava appesa al collo.

Ci mostrava quel ferro storto come se fosse la soluzione di tutti i nostri problemi. Forse lo era ma in quel momento mi sfuggiva il perché.

Di fortuna quella notte ne avevamo avuta ben poca, e se la mia devozione ad Ilmater mi aiutava a non sfogare le mie frustrazioni su di lei, non potevo garantire però per i miei compagni di viaggio.

Sigfrid era già abbastanza nervoso per essere stato separato dalle sue spade, dal suo scudo e dalla sua armatura, Kemerit aveva la febbre già da due giorni, sufficiente per impedirgli di distruggere la nostra prigione con un fulmine o qualcosa del genere, ma non abbastanza per impedirgli di prendere a schiaffi Isabel.

Il suo ottimismo è stato fondamentale, ma in questa situazione sta esagerando, dovrei prendermi cura di Kemerit, non tentare di tenere fermo un uomo due spanne più alto di me e grosso come un bue.

Isabel infilò quel vecchio ferretto nella serratura della nostra prigione, lo mosse per qualche secondo e sentimmo un lieve rumore metallico. La grata si aprì cigolando.

“Ora dobbiamo solo procurarci delle armi!” esclamò contenta puntando il ferretto verso la prossima porta da aprire.

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