Consistenza e incompletezza di un’ambientazione

Mi toglierei il titolo di Dott.ssa da sola per il titolo del post, ma ho un senso dell’umorismo strano e un amore malato per citazioni e riferimenti.

Lasciamo perdere Gödel (1) e parliamo di “consistenza” e “completezza” nell’accezione in cui le intendono quotidianamente le persone sane di mente che è poi l’unica che ha senso parlando di ambientazioni per un GDR.

Come qualcuno di voi sa, sto creando un’ambientazione steampunk per giocare tra amici (2). Mi son chiesta quali possono essere i vari approcci alla creazione di un’ambientazione per un GDR e cosa deve e non deve avere un setting per essere giocabile.

Lungi da me ogni pretesa di aver trovato la formula magica per scrivere un’ambientazione perfetta o di aver sondato tutti gli approcci possibili, queste sono solo le idee che mi sono venute in mente.

Approccio “invento tutto”

E’ quello delle ambientazioni fantasy, nulla del mondo reale trova corrispondenza nel mondo inventato. La  storia, la geografia e la cosmologia, tutto insomma è nelle mani (e nella mente) dell’autore, se è bravo può anche riscrivere le leggi della fisica (3). Tra i pro di questo approccio c’è sicuramente il non aver vincoli di nessun genere qualsiasi evento storico vuole che sia accaduto è accaduto, qualsiasi zona geografica che vuole esista esiste ed ha le caratteristiche desiderate. Ha il rischio però di cadere in contraddizione nella sua logica interna o più semplicemente potrebbe avere passaggi poco credibili. Possiamo far entrare due regni in guerra in qualsiasi momento ma dobbiamo curarci di dare motivazioni plausibili all’inizio delle ostilità. Espansione territoriale, risorse contese, guerre di religione sono i motivi più gettonati ma possiamo anche ipotizzare un monarca completamente folle, in questo caso però dobbiamo anche trovare una motivazione al perché tutti i nobili suoi vassalli lo seguano e non lo depongano. Va tenuta conto anche la potenza e la diffusione della magia, se presente, e di come questa influisca nella vita di tutti i giorni. In un mondo dove per guarire da ogni male basta una preghierina al dio della guarigione o a quello della vita difficilmente si svilupperà la medicina oppure se il teletrasporto è alla portata di tutti difficilmente si inventeranno dei mezzi di trasporto.

Approccio “ucronia”

E’ quello usato, ad esempio, in Sine Requie. Il mondo è quello reale, la storia è quella che conosciamo fino ad una certa data in cui un evento storico si svolge in modo diverso da come è andato nella realtà oppure accade qualcosa che non è accaduto nel mondo reale. Nell’esempio di Sine Requie tutto si è svolto regolarmente fino al 6 Giugno 1944, giorno in cui i fatti hanno iniziato ad essere diversi, molto diversi. Gli esiti del secondo conflitto mondiale sono diversi e il pregio dell’ambientazione è che ogni avvenimento è perfettamente inserito nel contesto. Ogni aspetto ha una sua spiegazione, anche se non necessariamente palesata ai lettori. Leggendo i vari manuali, infatti, non avrete mai la sensazione che qualcosa sia stato messo lì solo per capriccio o perché piaceva, anche se non detta avrete sempre la certezza che un motivo valido ci sia, anche perché i lati oscuri riguardano tutti il lato mistico del setting (uno su tutti: perché si risvegliano i morti) mentre gli aspetti più materiali, come la situazione geopolitica, sono spiegati in maniera molto convincente. Se la coerenza interna è un aspetto imprescindibile, quello della mancanza di completezza non necessariamente è un male, se ovviamente è voluto e non solo una mancanza dell’autore. (Se volete leggere di come sia un pregio la mancanza di certezze in Sine Requie, leggetevi questo articolo di Arturo).

Approccio “parallelismo”

Consiste nell’utilizzare il mondo reale, aggiungendoci un qualcosa che manca. Rientrano in questa categoria ad esempio tutti i titoli del Mondo di Tenebra o Il richiamo di Cthulhu. Anche in questo caso il mondo è quello reale ma invece di un evento da cui iniziano le differenze c’è qualcosa in più che esiste. Anche qui le interazioni del mondo reale con l’elemento aggiunto devono sempre essere plausibili e l’intero mondo così modificato coerente con se stesso. Anche in questo caso l’incompletezza può essere un valore aggiunto, a patto che ciò che viene rivelato sia sufficiente a raccontare la maggior parte dei cambiamenti inseriti. Ad esempio, l’obiezione principale che si può fare, ad esempio, all’ambientazione di Vampiri la Masquerade sarebbe potuta essere “Perché nessuno, o quasi,  sa dell’esistenza dei vampiri?” la risposta che ci fornisce l’ambientazione è il concetto di masquerade. Forse dei tre approcci è il più semplice, ma è quello più ricco di insidie.

 

Per il mio esperimento sto ricorrendo all’ucronia, se il progetto andrà avanti vi terrò informati

 

(1) Un rapido ripasso da Wikipedia

(2) Come già dissi, ho capito molto tempo fa che non sono in grado di creare un GDR pubblicabile.

(3) No, non basta spiegare tutto con “è magia”. Riscrivere la fisica o la chimica è qualcosa al di fuori delle capacità dei più.

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2 pensieri su “Consistenza e incompletezza di un’ambientazione

  1. Ciao mastero anche io qualche sessione, principalmente D&D 3.5 quindi non ho la tua esperienza, ma per quel poco che mi è capitato di masterare ho sempre usato un approccio fantasy come si conviene alla ambientazione D&D, ma con forti riferimenti al mondo reale. Ad esempio ogni regione del mio mondo è facilmente riconducibile a una regione d’europa sia per scelta dei nomi che per inclinazione cultura ecc. Se non per altro perché mi ha semplificato parecchio le cose. in fin dei conti non si può per definizione inventare tutto, ma solo riutilizzare per bene le cose che il mondo ci da.

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    • Benvenuto nel lato rosa del GDR e perdona il ritardo nella risposta (è normale da queste parti).
      L’utilizzo di un’Italia o di un’Europa rimaneggiata l’ho visto applicare spesso e non mi dispiace, è un ottima tecnica. Rientra a mio parere però nella prima tecnica, perché se è vero che non si può inventare tutto (forse) è anche vero che tizi con le orecchie a punta che tirano palle di fuoco 🙂

      Prendi il mondo di ASOIAF ad esempio, alcuni aspetti sono palesemente presi dal mondo reale nel medioevo e altri periodi storici, ma il grosso dell’ambientazione è inventato. Credo che anche questo caso rientri nell'”Invento tutto”.

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