Sparare con un fucile al plasma mentre si cavalca un drago

Qualche ora fa è comparsa sulla mia bacheca di Facebook questa immagine della (geniale) pagina Anziani che guardano i PG combattere e danno consigli

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che mi ha fatto combiare idea sul post da scrivere. Qualche secolo fa avevo anche detto che avrei scritto qualcosa sul perché non è un male un po’ di anacronismo in un gdr. Un po’ più recentemente, ma credo sia passato qualche mese ormai, che avrei parlato di tecnologia nel fantasy. Credo che terrò fede ad entrambi gli impegni con questo articolo che tocca un po’ entrambi i punti.

Partiamo da una piaga che nell’ultimo anno (o forse già da un po’ prima) affligge il larp: lo steampunk. Quella che scrive è una persona a cui quello stile piace, e parecchio, e che pensa ogni tanto di crearci qualche evento a tema, ma che non ne può quasi più di vedere gente in (brutti) abiti ispirati all’epoca vittoriana in contesti in cui non c’entrano nulla. Sul serio, ci sono moltissime ambientazioni dove quello stile sta benissimo o eventi basati sul punto di incontro di molti universi, non c’è bisogno che vi ostiniate ad interpetare qualcosa di estraneo a quel mondo a tutti i costi. Lo dico per voi, potreste risultare ridicoli.

Questo tipo di anacronismo è un’aberrazione, soprattutto quando, guardando l’insieme, quel particolare PG è un cazzotto in un occhio. Stilisticamente ed esteticamente è l’equivalente di presentarsi in jeans e t-shirt.

Non si tratta di contaminazioni, ma di offese al buon gusto e della rottura del patto implicito tra giocatori di mantenere vivo lo stesso mondo, con le sue regole e la sua coerenza interna.

Veniamo ora alle ambientazioni in cui è plausibilissimo avere nello stesso gruppo una armata di katana, uno col mitra e uno con gli impianti cibernetici(1). Detta così può sembrare un abominio se un tizio in abito vittoriano vicino ad un cavaliere è un’aberrazione. Invece non lo è, per il semplice motivo che il mondo in cui quei tre dovrebbero muoversi nasce con quegli elementi, ognuno dei quali ha delle precise motivazioni. Quel miscuglio di stili è parte del patto implicito tra giocatori: è quello il mondo che si impegnano a rendere vivo.

Altro discorso ancora sono quelle ambientazioni in cui ci sono pochi elementi che a prima vista potrebbero essere un cazzotto in un occhio, ma che hanno una loro motivazione all’interno di quel mondo. Che sia un’arma in dotazione ad una sola nazione, un particolare modo di vestirsi di un popolo o una tecnologia abbastanza nuova che non si è ancora diffusa risulteranno comunque bizzarri, curiosi o spaventosi ai personaggi di quel mondo, ma è la loro funzione essere particolari.

Ci sono poi quegli elementi “anacronistici” e le virgolette sono d’obbligo in quanto lo sviluppo scientifico-tecnologico di un mondo non reale potrebbe, e in alcuni casi dovrebbe, essere diversa da quella del nostro mondo. La presenza della magia, la diversa frequenza delle guerre, ma anche solo la geografia modificano i problemi che il progresso tecnologico è chiamato a risolvere: in un mondo privo di grandi mari magari si svilupperà poco e nulla la nautica mentre l’evoluzione del trasporto via terra potrebbe essere più rapido.

Le differenze ambientali non influenzerebbero solo un mondo simil-medievale o anche simil-vittoriano, provate ad immaginare un’ambientazione moderna in un mondo in cui la storia geologica è tale per cui non esistono combustibili fossili.

(1) Si legge Mutant Chronicles.

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3 pensieri su “Sparare con un fucile al plasma mentre si cavalca un drago

  1. Condivido abbastanza il discorso è ultimamente mi sono trovato spesso a sperimentare con l’anacronismo.

    Ho apprezzato Mutant Chronicles e onestamente apprezzo anche la direzione presa da pathfinder con Iron Gods, come apprezzo l’idea che sia un mondo che se si volesse si potrebbe giocare come i forgotten realms ma anche come se nostro signore Cthulhu reggesse le sorti del mondo.

    Il gdr dovrebbe essere possibilità e non limite, ma sempre con buon gusto e un minimo di canone estetico.

    Mi piace

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