#URBANHEROES – Lights On

Finalmente (questa bozza è datata solo 20 aprile…) scrivo qualcosina su Lights On, modulo narrativo per #URBANHEROES.

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L’ho preso al Play, insieme ad altra roba per lo stesso titolo, nella variant con quell’omino rassicurante di Todlich (1).

Prima di iniziare a sfogliarlo me lo aspettavo molto diverso, con più storie viste dall’interno, ma non è stata affatto una brutta sorpresa.

Come al solito, non sarà una vera e propria recensione, ma prendetela come una chiacchierata su alcuni episodi di una saga comix, cosa che tralatro si addice molto al gioco in questione. Cercherò di non spoilerarvi nulla, ma non faccio promesse.

Dicevo, mi aspettavo storie viste dall’interno, nel senso che mi aspettavo episodi narrati dal punto di vista dei vari PNG nominati in ambientazione o che mi raccontassero alcune vicende che li vedevano protagonisti. In parte è stato così ma la formula scelta per gli altri capitoli ha portato ad interessanti spaccati di quello che vive la gente di TerraZ (2).

Ma andiamo con ordine. In ogni capitolo c’è una breve storia che ci mostra una particolare istantanea di TerraZ e l’intro di una possibile avventura. In quasi tutte c’è anche la scheda e il profilo Heroesbook dell’H.E.R.O. a cui il capitolo è dedicato.

 

Se lo avete letto fatemi sapere nei commenti quale è il vostro parere, anche perché dai commenti su Facebook pare che io sia in controntendenza per quanto riguarda personaggi e storie preferite.

Wild Claws racconta di un ambiente della provincia americana, terreno fertile per le leggende urbane.(3) Il mio passaggio preferito è quello dell’incontro tra il narratore e Claws. La storia ha avuto il merito di farmi rivalutare Claws, personaggio che in un primo momento non avevo considerato molto ma che, riflettendoci meglio, incarna molte delle contraddizioni di TerraZ.

Une balle d’argent ci presenta invece la Marianne, e stavolta non è un’osservatore esterno a raccontarcela, ma godiamo di un punto di vista davvero eccezionale. L’avventura proposta permette ai personaggi di toccare con mano l’oscuro mondo politico di TerraZ (e non solo).

Low Battery racconta Megavolt e la dura vita dell’H.E.R.O.. Racconta un momento ben preciso della storia del nostro caro Mark Manara (e di tutta la storia di TerraZ, oserei dire): il 21 Dicembre 2012. Forse di tutte le storie raccontate nel volume è la meno spaventosa, ma non per questo è meno ricca di spunti di riflessione. E’ la storia di cui più di tutte voglio leggere un seguito, perché le dinamiche relazionali tra quei tre quanto meno incuriosiscono.(4) Gli eventi immediatamente successivi invece possono essere vissuti in prima persona dai PG grazie all’avventura allegata. Con questo capitolo Megavolt ha guadagnato punti nella mia personale classifica di gradimento. Mi permetto di suggerire “Personal Jesus” come sottofondo durante la lettura.

An iron heart in an iron body Britannia è inquietante. Nella presentazione che ne viente fatta nel manuale base non te ne rendi conto subito, ma la storia di questo capitolo, oltre a presentarci un altro personaggio per nulla rassicurante e su cui ora vorrei sapere tanto di più, ti costringe a ragionare su questioni che la descrizione che già avevamo, per forza di cose breve e concisa, ti permetteva di ignorare. Una fra tutti: cosa è Britannia?

Vaticreeps di nuovo attraverso il racconto di un esterno, veniamo a conoscenza di un massacro che di umano non ha nulla. L’H.E.R.O. su cui si focalizza il capitolo è Todlich, membro dei Leakers. La scena centrale che ci si presenta è cruenta, quasi disturbante, mentre la chiusa del racconto contrasta nettamente per la sua quotidianità. Personalmente credo che Todlich faccia porre più di una domanda sui Leakers…

L’imprevedibile storia di Jack Bizantine L’ho riletto già un po’ di volte anche solo per i toni che usa il nostro caro stregone di Northampton. Apre scenari senza dubbio interessanti su cosa sia accaduto su TerraZ nel 2012 e sul perché di determitate azioni da parte di alcuni personaggi dal Blackout in poi.  Jackson Oswald è quell’amico che ognuno di noi ha, magari senza quel problemino del potere…

Un eroe italiano per qualche strano motivo, questo è il capitolo che mi ha emozionato e intrigato di meno. Attenzione, il racconto è interessante, l’avventura proposta ne sa e il personaggio presentato, Praefectus, non manca di portarsi dietro una serie di interrogativi.

A nuova immagine  Tralasciando l’enormità del PNG che ci viene presentato, Iconoclast (5), assistiamo comunque alla nascita del folle culto dei Nietzsche’s Priests. Non manca l’uomo comune alle prese con qualcosa sicuramente molto al di fuori della propria portata. La prima parte del racconto è un meraviglioso delirio.

15218015 Se nell’Occidente TerraZ è un postaccio nella Corea del Nord è un incubo. Ho dovuto leggere il racconto in due tempi, in quanto è un pugno allo stomaco. La narrazione è cruda e non ci prova nemmeno ad addolcire la pillola. Azzaccatissima la scelta della voce narrante, che lancia il suo j’accuse ad un pubblico incapace di comprendere una realtà completamente aliena. Il PNG che ci viene presentato è La Scimmia di Ferro, di cui però con otteniamo molte informazioni se non la terribile chiusa della voce narrante del racconto.

Chi è Mr. Extreme?L’ultimo capitolo prende in esame un altro membro dei Leakers, Mr. Extreme, che ci racconta sè stesso e la sua storia. Racconto e avventura vanno letti insieme e sono necessari l’uno all’altra per poter essere compresi. La storia è un trip in acido che sfrutta tutti gli spunti e i concetti inseriti in ambientazione: realità parallele, poteri occulti, società segrete, possibilità di cambiare la storia. Personalmente ritengo che il capitolo faccia rivedere tutta l’ambientazione sotto una luce diversa fornendo una diversa chiave di lettura. (6)

Menzione speciale per lo stile grafico che cambia ad ogni capitolo e che aiuta il lettore ad immeggersi inconsapevolmente nell’ambiente creato dalla narrazione.

Noticina di chiusura: non c’è il mio preferone (o megli si intravede appena) e, se da un lato accresce la voglia di avere notizie in più, dall’altra mi permette di fare film mentali prima dell’inevitabile smentita.

(1) Io me lo sento: un giorno finirò sdraiata su un lettino a parlare di questa mia passione per i personaggi psicopatici.

(2) Nota per pochissimi: dopo “è un mondo di tenebra, stacce” potrebbe arrivare “è un mondo Z, stacce”.

(3) Ha ispirato un piccolo particolare della Sceneggiatura che sto narrando in questo periodo, a campagna chiusa ve ne parlerò.

(4) Soprattutto alla luce di quel che succede dopo.

(5) sono rassicurata dal fatto che questo personaggio, per quanto indubbiamente psicopatico, eserciti su di me un fascino limitato

(6) Per non parlare dei film mentali che ha contribuito a farmi creare

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