Personaggi natalizi

L’idea di questo post mi era venuta quando sono cominciate ad apparire le luminarie in giro e col consorte ipotizzammo uno dei personaggi qui sotto: Babbo Natale. Ci divertiamo con poco.

Quest’anno gli auguri ve lifaccio così: celebrando quei personaggi che questi giorni abbiamo incontrato ma su cui non ci siamo mai soffermati abbastanza.

L’idiozia è oltre il cut. Se non volete proseguire la lettura vi auguro ugualmente di passare delle feste felici.

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Divergenze creative tra creatori e fan

Noi nerd siamo una razza strana, dico sul serio. E per nerd non intendo chi s’è comprato la maglietta degli Stark perché ora va di moda ma di quelli che sanno tutte le linee ereditarie dei Sette Regni, e fidatevi vorreste sicuramente avere a che fare con i primi non con i secondi.

C’è uno strano fenomeno per cui noi nerd tendiamo ad impadronirci, seppur virtualmente, delle storie che amiamo e tendiamo a dimenticarci che per quanto abbiamo contribuito a far arricchire (o sopravvivere) l’autore comprando volumi, VHS (1), DVD, Blueray, libri, manuali, albi, action-figure e qualsiasi altra cosa avesse il logo della nostra passione sopra, fossero anche degli accappatoi, quelle storie, quei personaggi, quelle ambientazioni, non ci appartengono.

O meglio ci appartengono fino ad un certo punto, punto che decide chi quella storia, quei personaggi, quell’ambientazione l’ha inventato. Continua a leggere

V20 Companion, una pseudo recensione.

Covo questo post da quando sono tornata dal Play, quindi, per i miei standard, è arrivato abbastanza presto.

Parliamo del mio primo grande amore in ambito GDR: Vampire the Masquerade.

In fiera ho preso il V20 Companion, più per amor di completezza che per altro, e non so ancora se sia stato un acquisto ben fatto.

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#URBANHEROES – La Redazione

Disclaimer: prendete questo post per quel che è, un gioco su un gioco. Il fatto che poi potrei usare questa idea per una serie di one-shot previste per l’estate non nobilità certo la follia che c’è dietro la sua genesi. Chiedo scusa a Dikoleo, Orthega e Kim. A Lherian no, visto che sapeva benissimo cosa stavo per fare e l’ha approvato. Poteri e difetti (purtroppo nulla di visibile) sono stati tirati a caso. Seguiranno dettagli.

…La Redazione… certo un nome meno cretino potevamo darcelo, ma, se ci riflettete siamo poco più che cronisti, oserei dire giornalisti, sicuramente abbiamo un po’ più di sale nella zucca di tanta altra gente. Mettiti nei miei panni, al liceo mi hanno menato perché avevo i capelli rosa – si sa questo è sempre stato un paese molto tollerante – non mi sembrava il caso di mettermi rivelarmi al mondo e rischiare un’altra dose di tolleranza. Non avevo più nemmeno l’età per diventare una sorta di Lola TorVergata.

Gli H.E.R.O.es però generano soldi, tanti soldi, e non essere normale poteva rivelarsi la carta vincente per darsi all’herowatching, non rimetterci la pelle e alzarci lo stipendio…

Estratto da un’intervista a Lirin

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Supporti digitali

Durante il Play! mi è sorta una riflessione durante la conferenza con gli autori di #URBANHEROES, Le cronache di Populon, De Rerum Natura e Nameless Land sui giochi autoprodotti.(1)

Si è toccato, seppur in maniera marginale, il discorso sul formato elettronico, principalmente PDF, dei manuali e se fosse una buona idea renderli disponibili accanto alla distribuzione in cartaceo.

La risposta, estremamente sintetizzata, più o meno concorde è stata che sì, uscire anche in PDF è bene (2).

Il discorso poi è virato su quanto fosse in realtà scomodo consultare un manuale digitale, tant’è che spesso si finisce per stamparlo e rilegarlo comunque.

Non c’era tempo per approfondire il discorso, l’argomento dell’incontro era un altro in fondo, ma vorrei condividere con voi alcune riflessioni a riguardo e che conto prima o poi di sottoporre a degli autori alla prossima occasione utilie (quindi non Lucca). Continua a leggere

#URBANHEROES

Ovvero cosa ha avuto la mia quasi completa attenzione da quando sono tornata dal PLAY!.

Da lunedì ad oggi ho praticamente divorato manuale base e due espansioni (Countdown e Light ON) incatenata al meraviglioso mondo creato da Alessandro Rivaroli e Matteo Botti.

In poche parole Urban Heroes è un gdr di ambientazione moderna in cui a causa di un evento straordinario compaiono persone dotate di poteri frutto di mutazioni genetiche o origini paranormali.

Fin qui, direte, sa di già visto, ma il punto forte del gioco non è tanto l’idea di partenza quanto tutto un intreccio di eventi e personaggi che rendono il mondo “vero”.

C’è la magia.

C’è il potere divino.

C’è la spiegazione “scientifica”

C’è il complotto delle società segrete.

Ci sono gli idealisti e i dittatori.

Ci sono le persone normali alle prese con gli H.E.R.O.es, che reagiscono in modo diverso davanti a questi esseri superiori, perdonando loro tutto o pretendendo da loro l’esempio.

Già se fosse solo questo, varrebbe ogni euro speso, ma era passato molto tempo da quando un’ambientazione non mi conquistasse così rapidamente e in maniera così coinvolgente.

Questa, ve ne sarete accorti, non è una recensione ma una dichiarazione d’amore. Non poteva essere altrimenti.

Onestamente non mi va di analizzare se e quanto sia equilibrato e fluido il regolamento (1) quando alla fine di ogni capitolo avevo una nuova idea per un’avventura o un PG.

Certamente dovrò giocarlo per averne una visione più ampia e al netto dell’entusiasmo per qualcosa di nuovo, ma quello che mi sono trovata tra le mani (e io stolta che pensavo di prendere solo il base e, nel caso fosse piaciuto, le espansioni) è un ottimo lavoro.

Ha tutto quello che vorrei in un’ambientazion per GDR e anche qualcosa di più.

Gli autori giocano con il lettore già nell’illustrargli il mondo che hanno in mente. Nel leggere i diari di PNG, articoli dei giornali di Terra-Z, ti accorgi come non ti stai documentando su un mondo ma stai ascoltando un amico davanti ad una birra che ti racconta un viaggio.

Non sono i primi e probabilmente non saranno gli ultimi ad usare questa tecnica per coinvolgere il giocatore, ma a loro riesce particolarmente bene.

Non puoi leggerti i manuali senza ritrovarti a parteggiare per un H.E.R.O. o un’altro, cambiando spesso idea e chiederti se forse non ha ragione qualcuno che prima odiavi (2) e attendi lo sviluppo della trama come la prossima stagione della tua serie preferita.

Probabilmente questo sarà solo il primo di una serie di articoli, anche perché non è detto che in attesa di poter giocare (dannata vita) non butti giù qualche personaggio o storia.

Ah, voglio l’action figure di Molotov Boy.

 

 

(1) è un aspetto che mi ha sempre interessato relativamente poco.

(2) Tranne Captain Amazing che deve morire male