L’era d’oro del nerd ci sta sfuggendo di mano

L’argomento l’ho toccato già in diverse occasioni ma mai in maniera organica e completa. Dubito di riuscirci con questo post ma proviamoci.

Considerando anche che la bozza di questo articolo data 13 settembre, che in mezzo c’è stata Lucca (1), che sono in pausa ludica da troppo tempo (tranne una piccola parentesi di cui vi parlerò più in là, magari verso Modena Play), questo post ha cambiato contenuto diverse volte, anche perché ultimamente in molti si sono espressi sull’epoca d’oro dei nerd (2), vi cito solo Mauro Longo ma sicuramente vi sono capitati altri post sul tema.

La mia opinione, se vi interessa, non si discosta molto da quella che vi ho linkato. Si, siamo diventati mainstream, o almeno alcuni aspetti di quella che viene comunemente definita come nerd-cultura sono stati definitivamente sdoganati e non è la fine del mondo.

Dal 2013, quando affrontai per la prima volta l’argomento, molte cose sono cambiate: un paio di serie televisive sono andate in vacca, è uscito il settimo capitolo di Star Wars, io sono diventata più tollerante con il mondo.

E’ liberatorio.

Sì, anche io ero infastidita dai poser che armati di occhiali dalla montatura nera e pesante, magari con lenti neutre, e maglietta di un supereroe a caso invadevano fiere del fumetto più o meno blasonate, per cui il gdr era Final Fantasy e ovviamente non avevano la più pallida idea di cosa fosse il thac0.

Che ne sapevano loro, di cosa fosse un nerd.

Ci ho messo un po’, non sono brava in queste cose, ma poi ho realizzato come questo giudizio su quelle cosplayer che magari avevano letto solo Death Note e avevano deciso di vestirsi come Misa era fortemente viziato da un pensiero infantile e cattivo.

Lo ammetto, le invidiavo.

Invidiavo la leggerezza con cui lo facevano e la facilità con cui potevano sottrarsi al giudizio, giudizio che poi spesso nemmeno esisteva.

Il fantastico era diventato un argomento normale, il gioco (3) era diventato normale, per loro era stato senza dubbio più facile di quanto non fosse stato per la mia generazione.

E quindi adesso sono felice di questa invasione, è forse il segno che non siamo più una nicchia, che sì, siamo circondati da ciofeche forse, ma almeno la passione per ciò che è immaginario non è più motivo di emarginazione.

Lungi da me farne un ragionamento universale, ma mi andava di condividere questa autoanalisi.

Certo, da quanto il fantastico è diventato qualcosa di massa si sono moltiplicate le ciofeche, ma è un prezzo basso da pagare secondo me.

(1) mi dicono la migliore edizione degli ultimi anni per quanto riguarda l’affluenza

(2) ammesso di essere concordi sulla definizione di nerd, cosa che è tutt’altro che semplice e assodata.

(3) perché il cosplay quello è: un gioco

Io e il LARP ci siamo separati

E’ successo senza nemmeno che me ne sia resa conto, come con quegli amici di infanzia che con il passare del tempo senti sempre di meno e alla fine non senti più. Senza litigi, senza un motivo scatenante, semplicemente la mia partecipazione agli eventi, o meglio la mia voglia di partecipare ad eventi, è venuta sempre meno.

All’inizio dell’anno un’influenza mi costringe a saltare un evento a cui averi voluto tanto partecipare.

Ho saltato anche altri eventi a cui, quando annunciati, volevo andare, ma poi anche fare una trentina di chilometri per arrivare in location sembrava un’impresa titanica: mancava la vera voglia di andare.

E dire che in giro per l’Italia ce ne sono di eventi che meriterebbero.

Mi trovo in quella strana situazione in cui da un lato vorrei partecipare a questi eventi che sembrano essere molto promettenti, dall’altro anche il solo pensare a cosa potrei mettermi mi fa passare la voglia.

Se per gli eventi “locali” posso anche dare la colpa al fatto che non voglio sentire per giorni gli strascichi delle inevitabili discussioni, per quelli un po’ più lontani, che scuse ho?

Per esempio, quando è stato annunciato questo, volevo andarci tantissimo, ma poi non ho mai realmente pensato ad organizzarmi. Un paio di anni fa avrei fatto l’impossibile per esserci.

Quest’anno non prenderò parte nemmeno agli eventuali eventi durante “Sulle tracce del drago”, limitandomi, si fa per dire, allo stand dell’associazione.

Insomma quest’anno prenderò parte solo ad un evento a settembre e uno forse a dicembre ma solo perché ho promesso che avrei collaborato come staff.

L’anno prossimo probabilmente non prenderò parte a nulla.

La cosa strana è che eventi promettenti ce ne sono moltissimi, finalmente aggiungerei.

Fortunate le nuove leve…

La Redazione: qualche informazione in più

Disclaimer: per questo post valgono le premesse di quest’altro. Per cogliere tutti i riferimenti è consigliata una visita su gdrtales.com e, ovviamente, su urbanheroes.it

dado zetoso

Ogni team di H.E.R.O.es che si rispetti ha un logo.

Quando venne fondata “La Redazione”, una pubblicazione online dedicata agli H.E.R.O.es come tante ce ne erano e ce ne sarebbero state, nessuno avrebbe potuto intuire o immaginare quanto sarebbe cresciuta nel giro di relativamente pochi anni.

Certo il Blackout aveva creato loro qualche problema, come era ovvio per una testata che viveva solamente online – e non solo per quello – ma il 2014 era andato molto bene.

La Redazione era persino cresciuta arrivando a quella che è la sua formazione odierna, sebbene non tutti i membri vi militano in pianta stabile – il nucleo del gruppo conta gli storici quattro membri, ma non disdegnano certo gli articoli di Lirin su alcuni poteri occulti operanti nell’Italia centrale. Continua a leggere

#URBANHEROES – La Redazione

Disclaimer: prendete questo post per quel che è, un gioco su un gioco. Il fatto che poi potrei usare questa idea per una serie di one-shot previste per l’estate non nobilità certo la follia che c’è dietro la sua genesi. Chiedo scusa a Dikoleo, Orthega e Kim. A Lherian no, visto che sapeva benissimo cosa stavo per fare e l’ha approvato. Poteri e difetti (purtroppo nulla di visibile) sono stati tirati a caso. Seguiranno dettagli.

…La Redazione… certo un nome meno cretino potevamo darcelo, ma, se ci riflettete siamo poco più che cronisti, oserei dire giornalisti, sicuramente abbiamo un po’ più di sale nella zucca di tanta altra gente. Mettiti nei miei panni, al liceo mi hanno menato perché avevo i capelli rosa – si sa questo è sempre stato un paese molto tollerante – non mi sembrava il caso di mettermi rivelarmi al mondo e rischiare un’altra dose di tolleranza. Non avevo più nemmeno l’età per diventare una sorta di Lola TorVergata.

Gli H.E.R.O.es però generano soldi, tanti soldi, e non essere normale poteva rivelarsi la carta vincente per darsi all’herowatching, non rimetterci la pelle e alzarci lo stipendio…

Estratto da un’intervista a Lirin

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Sono una donna indecisa

Io sono testarda. Lo sono sempre stata: se mi metto in testa qualcosa è difficile farmi cambiare idea. Con l’età sono diventata più ragionevole e più incline al dialogo ma è raro che cambi idea. Ci sono situazioni però che mi fanno cambiare idea in continuazione, questo perché non vivo nel mondo perfetto che vorrei.

Se mi seguite su twitter però avrete sicuramente notato che da qualche mese a questa parte parlo della possibilità di un mio eventuale ruolo nell’organizzazione di un probabile evento LARP con un’ambientazione steampunk cambiando idea con cadenza settimanale, se non giornaliera.

I motivi sono molti ma i principali sono due:

  • Lo steampunk va di moda. Ora, senza diventare una di quelli che odiano tutto ciò che sia mainstream, è indubbio che nel fare le cose per moda è il primo passo per farle male. Vorrei fare un evento per giocatori, non per qualcuno che adora un determinato modo di vestire o di scenografia(1)
  • La difficoltà di fare qualcosa all’altezza. Mi aspetto molto dagli eventi LARP e vorrei essere all’altezza delle mie aspettative. Vorrei raggiungere un buon livello sia nella scenografia che nella narrazione, vorrei sia avere un numero di giocatori sufficiente per la riuscita dell’evento ma mi piacerebbe comunque fare una sorta di selezione all’ingresso, tenendo fuori chi magari preferisce eventi più “fisici” (2)

Non accenno nemmeno al problema staff, vi dico solo che tutte le persone che vorrei con me nell’organizzazione sono i giocatori straordinari che vorrei come PG.

Temo che questo evento non lo realizzerò mai.

(1) che poi magari non hanno mai letto nulla di Arthur Conan Doyle o di Jules Verne…
(2) vi ho già parlato spesso di questi strani individui che partecipano ad eventi che non gli piacciono.

Non venire all’evento

La settimana scorsa sono stata ad un evento bellissimo, diverso dal solito.  Formula nuova che va limata ma che funziona egregiamente. Non piace a tutti, non può piacere a tutti, ma era perfetta per il tipo di evento che volevano realizzare.

E’ piaciuto a tutti i partecipanti, ci siamo divertiti, soprattutto per un particolare che sembrerà scontato ma non lo è: chi aveva dubbi sullo stile dell’evento, sul regolamento, sulla formula non è venuto all’evento.

Sembrerà strano ma c’è la strana usanza di andare ad eventi per poi lamentarsene. Non sto parlando di chi va ad un evento per provare, non lo trova di suo gradimento e quindi non va ad un’eventuale seconda edizione o nuovo capitolo. Sto parlando di persone che, sapendo già dalla presentazione che l’evento non rientra nei loro gusti, ci vanno ugualmente, lamentandosi poi dell’organizzazione, del tipo di quest, del regolamento e di qualsiasi altra cosa venga loro in mente. Continua a leggere

Un buon live

Scrivo, provo a scrivere, dal treno perché il motivo principale per cui scrivo raramente è che di solito aspetto di stare comoda.
Venerdì, sabato e domenica sono stata in una location da sogno per un evento larp fantasy organizzato da un’associazione con cui gioco relativamente da poco.
Ed è stato oggettivamente bellissimo.

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