Sono una donna indecisa

Io sono testarda. Lo sono sempre stata: se mi metto in testa qualcosa è difficile farmi cambiare idea. Con l’età sono diventata più ragionevole e più incline al dialogo ma è raro che cambi idea. Ci sono situazioni però che mi fanno cambiare idea in continuazione, questo perché non vivo nel mondo perfetto che vorrei.

Se mi seguite su twitter però avrete sicuramente notato che da qualche mese a questa parte parlo della possibilità di un mio eventuale ruolo nell’organizzazione di un probabile evento LARP con un’ambientazione steampunk cambiando idea con cadenza settimanale, se non giornaliera.

I motivi sono molti ma i principali sono due:

  • Lo steampunk va di moda. Ora, senza diventare una di quelli che odiano tutto ciò che sia mainstream, è indubbio che nel fare le cose per moda è il primo passo per farle male. Vorrei fare un evento per giocatori, non per qualcuno che adora un determinato modo di vestire o di scenografia(1)
  • La difficoltà di fare qualcosa all’altezza. Mi aspetto molto dagli eventi LARP e vorrei essere all’altezza delle mie aspettative. Vorrei raggiungere un buon livello sia nella scenografia che nella narrazione, vorrei sia avere un numero di giocatori sufficiente per la riuscita dell’evento ma mi piacerebbe comunque fare una sorta di selezione all’ingresso, tenendo fuori chi magari preferisce eventi più “fisici” (2)

Non accenno nemmeno al problema staff, vi dico solo che tutte le persone che vorrei con me nell’organizzazione sono i giocatori straordinari che vorrei come PG.

Temo che questo evento non lo realizzerò mai.

(1) che poi magari non hanno mai letto nulla di Arthur Conan Doyle o di Jules Verne…
(2) vi ho già parlato spesso di questi strani individui che partecipano ad eventi che non gli piacciono.

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Ritorno a carta e matita

Domenica scorsa c’è stato il primo evento LARP, è andato bene e adesso, ho un po’ di tempo per scrviere un po’ sul blog (non mi son dimenticata dei Fratelli, conto di aggiornare presto anche di là).

Questo live, insieme ad una serie di questioni uscite fuori negli ultimi mesi mi ha fatto realizzare una cosa: mi diverto molto di più con un D&D 3.5 intorno ad un tavolo che in un evento LARP. Continua a leggere

Un buon live

Scrivo, provo a scrivere, dal treno perché il motivo principale per cui scrivo raramente è che di solito aspetto di stare comoda.
Venerdì, sabato e domenica sono stata in una location da sogno per un evento larp fantasy organizzato da un’associazione con cui gioco relativamente da poco.
Ed è stato oggettivamente bellissimo.

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Tre metri di asta

Immaginate una fumetteria di provincia, con tanti Bonelli su una libreria, uno schedario di comics americani e un colorato mucchio di manga. Un gruppo di ragazzini intenti a scambiarsi dei cartoncini del cui valore i genitori faticano a capacitarsi rumoreggiano in un angolo mentre in un altro il proprietario e cinque avventori si passano un libro recante sulla copertina la scritta “Manuale del Giocatore” mentre armeggiano con dadi colorati e mozziconi di matite. Una giovane ragazza, vestita in un modo di cui si sarebbe vergognata dieci anni dopo, fresca della scoperta dell’esistenza della classe del mago esclama con voce più alta di quel che avrebbe voluto 

“Si, ma tre metri di asta dove li metto?!”

E qui, buio.

La ragazza in questione, se non l’avete capito, ero io alla mia prima esperienza col GDR in generale e D&D in particolare.

Sorvoliamo su come abbiano potuto pensare di rispondere i minorenni presenti e andiamo al nocciolo del post: l’equipaggiamento di un PG, o meglio, chi si è mai portato dietro l’orologio ad acqua?

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Il lato bello del GDR

Ho fatto pace con l’universo ludico. Chiusa anche la parentesi dei due ultimi post, ultimamente sembra che una sana dose di buon senso e voglia di divertirsi sia tornata carica di entusiasmo tra i giocatori.

Partiamo dal LARP.

Attualmente sto giocando in due associazione seguendo due campagne molto diverse tra loro. Una mi piace, l’altra la adoro, questione di gusti immagino visto che una punta più l’attenzione sullo scontro fisico e l’aspetto militare, l’altra è più incentrata su questioni mistiche e arcane. Hanno però in comune una cosa meravigliosa: sembra che finalmente si sia riusciti a liberarsi di tutti quei nervosismi, di quelle manie di protagonismo e tutte quelle brutte cose che fino a qualche mese fa sembravano inevitabili in una campagna live. Anche a livello nazionale le cose sembrano aver raggiunto una certa armonia, stando almeno a ciò che si legge sui social e nei forum. Forse siamo finalmente maturati. Voglio dire abbiamo imparato a gestire anche chi viene a giocare con il solo scopo di rovinarci la giornata.

Sul lato del GDR da tavolo ultimamente sto avendo solo discussioni piacevoli senza inutili e fastidiose polemiche su quale ambientazione o quale gioco sia migliore, per non parlare dell’ odiosa abitudine di classificare i giocatori come di serie A e di serie B.

Insomma non so se è solo un periodo che vedo tutto rosa (i due post precedenti sono un’ eccezione) o se veramente finalmente si può giocare pensando solo al gioco, ma spero vivamente nella seconda.

Elite o buon senso?

Spesso, qui o su Twitter, ho sostenuto l’esigenza di una sorta di selezione all’ingresso per potersi divertire di più. Spiego: capisco come possa essere complicato imparare un regolamento, soprattutto se si è nuovi al gdr, ma l’ostacolo non dovrebbe essere il fare semplici sottrazioni o il significato di semplici frasi in italiano. Dialoghi come

“In questa ambientazione non ci sono i mezz’elfi”
“Posso fare il mezz’elfo?”

non dovrebbero esistere.

Ovviamente non vieterò mai a nessuno, nemmeno ad una persona incapace di comprendere una semplice frase in italiano,  di giocare, solo non ci giocherò insieme. Questo risultato si può ottenere o invitando a non presentarsi più o non presentandosi più al tavolo di gioco dove fare 7+5 richiede più di trenta secondi.

Nel mondo del LARP si può fare un discorso molto simile: se una persona ha difficoltà a mantenere il conto del suo ammontare di Punti Ferita la soluzione non è certo semplificare il regolamento perché una persona non riesce a comprendere che se ha 5 punti ferita e subisce un colpo da 2 danni rimane con 3 punti ferita. Continua a leggere