Torno PG per #URBANHEROES

Era da un po’ che non mi capitava di sedermi ad un tavolo da gioco dalla parte dei PG, un po’ mi mancava.

Sospese le mie due campagne a causa degli impegni estivi abbiamo cominciato una campagna di #URBANHEROES iniziando tre nuove leve al GDR (1).

Dopo due sessioni devo dire che i nostri PG stanno bene, almeno fisicamente, mentalmente è tutta un’altra storia.

Un narratore generoso ci ha lasciato scegliere il potere ma per il difetto abbiamo tirato a sorte. Non è andata così bene.

Ad ogni modo, i nostri H.E.R.O.es se la stanno passando molto meglio di tanti altri che popolano TerraZ… voglio dire, siamo ostaggi di un’agenzia paramilitare e/o paragovernativa (2) che continua a ripetere che siamo liberi di scegliere premurandosi di farci sapere che sa benissimo dove viviamo e che potrebbe renderci la vita un inferno, qualcuno di noi (leggi il mio PG) avrebbe bisogno di una terapia da uno bravo, abbiamo un militare che non si fa problemi a sparare con un fucile d’assalto su dei civili, quello che sostiene di essere il figlio di Azathoth per il momento sembra essere il più equilibrato di tutti, ma ancora nessuno ha riportato seri danni. Intendo seri danni fisici.

Comunque c’hanno fatto un check-up completo da cui non risultano particolari problemi, ci hanno sottoposto a porve fisiche che il mio PG col suo D4 in Fis ha fallito bellamente e hanno testato la nostra capacità balistiche. L’ultima si è rivelata la peggiore.

Dunque, lasciate che vi presenti Vittoria De Rossi.

Figlia di un soldato che non ha mai conosciuto per le conseguenze della guerra dei Balcani cresce covanto una sorta di rancore nei confronti di tutto ciò che è militare e bellico. Ha uno strano rapporto di amore/odio con la sorella maggiore a cui la madre l’ha sempre confrontata e che ha una decina di anni più di lei. Si appassiona da bambina al mondo dei fumetti e a 12 anni scopre di avere i poteri, cosa che tiene nascosta a tutti e che la spinge a spostare il suo interesse dagli eroi dei comics a quelli in carne e ossa.

La sua migliore amica, Prya, è praticamente il suo unico contatto con il mondo ed è sociale per entrambe. Figlia di due frickettoni che tende ad abbracciare qualsiasi causa: dall’associazione per i cani abbandonati ai movimenti pacifisti. Attualmente la ospita in un appartamento di proprietà della sua famiglia.

Ha trovato un surrogato di figura paterna in un sottotenente che era commilitone e grande amico del padre, da un lato lo adora e gli è grata per essersi preso cura di lei, dall’altro lo odia in quanto militare.

La cosa che sta odiando di più della situazione in cui si trova è forse il dover fare squadra con altre persone…

(1) così non si fanno illusioni con D&D dove puoi fare scorta di pozioni curative…

(2) nessuno dei PG brilla per capacità deduttive e l’agenzia è a dir poco ambigua.

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Storie divergenti

Mi sta succedento una cosa strana.

Come saprete se siete già capitati da queste parti, le storielle che scrivo su gdrtales.com sono frammenti di una cronaca che, quando ho cominciato a raccontarvela, non avevo mai avuto modo di narrare e far giocare.

Se avete seguito la storia finora saprete che mi sono occupata praticamente di  personaggi “di un certo livello”: nessuno dei personaggi di cui avete fatto conoscenza finora è meno di un’ancilla (tranne una che però ha altre cose).

Poi, poco meno di un mese fa, ho l’occasione di narrare finalmente quella cronaca che avevo in mente da tanto tempo.

Gioia, giubilo e contentezza.

I giocatori mi raccontano un po’ chi sono i loro PG, io spero fortemente in un brujah e in un toreador (se avete letto di là potreste intuire perchè), o almeno qualcuno vagamente interessato alla vita sociale del principato (1). L’ideale sarebbe stato un ventrue, ma sapevo come non sarebbe mai rientrato nelle scelte dei miei giocatori.

I personaggi poi hanno preso una strada che poco o nulla si intreccerà con i complessi legami tra i PNG e che li porterà molto di più ad interaggire con la bassa società vampirica (2).

Il che non è un male, assolutamente, è la naturale evoluzione della vicenda con quei personaggi (3), ma quei personaggi non vedranno e non intuiranno mai quel mondo che state leggendo di là, se non in modo molto marginale (4).

Mi trovo in una situazione interessante, la stessa storia la sto raccontando, in modo diverso, da due punti di vista diversi ed è una situzione strana e stimoltante: non mi ero mai posta il problema di come avrebbero potuto reagire dei neonati ai margini della società agli avvenimenti che avevo ipotizzato per i PNG, avvenimenti di cui non necessariamente sono a conoscenza ma che influenzano comunque le loro non-vite.

Stasera i PG, per quanto con una sessione molto breve, andranno avanti con la storia, forse allontanandosi ancora dagli affari di Primogeniti e membri della corte o forse trovando l’ispirazione per conquistare il loro primo pezzo di gloria.

Non lo so, ed è questa la parte migliore.

PS la Storia di intimo orrore andrà avanti, gli anziani e le ancille si muovono a prescindere da cosa facciano i neonati alla fine, potrebbero però venire scoperti.

 

(1) tranne forse uno che s’è scelto il mentore sbagliato

(2) che sta venendo fuori alquanto variopinta e interessante

(3) ho cambiato il mio concetto di PG atipico.

(4) e tramite Corrado Licei ed è cosa buona e giusta

 

Calendario dell’Avvento XVII – D&D

La nostra era una strana compagnia, il priore non avrebbe potuto scegliere di peggio secondo me, e non ho cambiato idea del tutto.

Certo l’elfo si è rivelato utile dal primo momento in cui siamo entrati nel bosco, ma non aveva fatto nulla che non avrebbe potuto fare anche il mio lupo, inoltre l’avrebbe fatto meglio, in silenzio e senza sentire il bisogno di ricordare come fossero stati gli orchi a mettere a ferro e fuoco la regione e tra di loro probabilmente c’era mio padre.

Era anche lui un figlio della natura e come tale aveva diritto di vivere, non per questo però desideravo sentire ancora i suoi pareri non richiesti.

La piccoletta era, ed è, rumorosa e molesta, e mangiava continuazione. Si era portata dietro un sacco di paccottiglia inutile e continuava a lamentarsi per il freddo. Quando le chiesi cosa sapesse fare rispose “So nascondermi molto bene” ed era seria.

Sarebbe stato difficile recuperare il seme dell’albero sacro con loro, e lo fu, ma non avrei mai immaginato li avrei scelti per ogni avventura da quel momento in poi.

La piccoletta piange come se fosse una bambina.

Abbiamo preservato l’equilibrio in questi luoghi: questo è ciò che conta.

Il più forte vince sul più debole: è questa l’unica vera legge.

E questa volta il più debole sono stato io.

Il veleno, se non altro, non è doloroso.

Nelle terre di Obad-hai nessuno mi guarderà con sospetto per il mio aspetto: sarò un’altro figlio della natura.

Riconoscerei il rumore di quei passi in qualsiasi condizione, l’elfo sta arrivando, ha qualcosa in mano.

Forse sarò io il più forte alla fine.

Forse i miei compagni mi hanno reso più forte.

Forse sono loro la mia forza.

Calendario dell’Avvento XVI – Vampiri la Masquerade

Dopo la caduta, o il riscatto – dipende dai punti di vista-, di Milano nulla era stato più come prima.

Da qualsiasi parte la si guardi, chiunque avrebbe avuto il diritto di chiamarla traditrice: il clan, la Camarilla, il Sabbat.

Era consapevole come non avrebbe avuto più la fiducia di nessuno. Forse.

Il suo nome però aveva cominciato ad essere pronunciato, se non con rispetto, almeno con paura. E non solo per i due illustri protettori che aveva avuto nei secoli.

Quasi seicento anni nel quasi totale anonimato, facendo credere di essere altro, di essere, tutto sommato, gestibile.

Qualcuno aveva iniziato a sospettare qualcosa, ma per la maggior parte dei fratelli era solo uno dei tanti sacerdoti del Sabbat nota più per operare nei territori di Milano che per suoi meriti.

Poi bastò una notte per cambiare tutto.

Era certa che più di un fratello avesse tremato quando parte della verità venne svelata e in grande stile, ad onor del vero.

Varcava adesso la soglia di un nuovo Elysium, sotto il dominio del terzo attore di quello che probabilmente è stato il più grande sotterfugio della storia dei fratelli.

Lo faceva preceduta da un soprannome: Regina.

Molti la guardavano con sospetto, i membri del suo clan con disprezzo. Forse solo sua maestà si rallegrava di averla a corte.

Non era un problema, il tempo di agire nell’ombra era terminato.

Ignorò la quasi totalità dei presenti, solo in due erano degni della sua attenzione.

In molti si sorpresero del fatto che fu Sua Maestà in persona ad accoglierla e a parlare per primo, senza attendere che fosse annunciata. Qualcuno poteva addirituttra giurare di averlo visto sorridere.

“Bentornata a casa”

Calendario dell’Avvento XV – Vampiri la Masquerade

La prima volta che scese quei gradini provava non provava né paura né soggezione.

Aveva già visto come funzionasse realmente il clan e quelli nell’edificio non erano nemmeno i Vampiri più antichi o influenti che avesse visto.

Adesso però era diverso.

C’erano nuovi territori su cui mettere le mani, nuovi ruoli da ricoprire, in molti si erano mossi in nuovi domini.

Erano rimasti in due ed un altro segreto si era aggiunto alla lunga lista che già custodiva.

Sentiva i lamenti e il ringhiare di qualcosa che ormai non aveva più nulla di umano.

Non sapeva per quanto tempo però sarebbe riuscita a sfruttare la situazione, prima o poi qualcuno avrebbe voluto parlare di persona con il primogenito o peggio, un Lord avrebbe chiesto del Reggente.

Da mesi non apriva più quella porta, non aveva il coraggio di vedere cosa fosse diventato il suo reggente e primogenito.

Era dunque quella la loro vera natura? Era quella la Bestia?

Ogni gradino aumentava il terrore che riuscisse a liberarsi.

Come avrebbe potuto fermarlo?

Doveva trovare un modo per eliminarlo, un modo che facesse ricadere la colpa su qualcun altro.

Calendario dell’Avvento XIV – D&D

“Un piano ben congegnato non potrà mai eguagliare una sfacciata botta di fortuna” ripeté per l’ennesima volta Isabel accarezzando ancora una volta la moneta d’argento palesemente falso che portava appesa al collo.

Ci mostrava quel ferro storto come se fosse la soluzione di tutti i nostri problemi. Forse lo era ma in quel momento mi sfuggiva il perché.

Di fortuna quella notte ne avevamo avuta ben poca, e se la mia devozione ad Ilmater mi aiutava a non sfogare le mie frustrazioni su di lei, non potevo garantire però per i miei compagni di viaggio.

Sigfrid era già abbastanza nervoso per essere stato separato dalle sue spade, dal suo scudo e dalla sua armatura, Kemerit aveva la febbre già da due giorni, sufficiente per impedirgli di distruggere la nostra prigione con un fulmine o qualcosa del genere, ma non abbastanza per impedirgli di prendere a schiaffi Isabel.

Il suo ottimismo è stato fondamentale, ma in questa situazione sta esagerando, dovrei prendermi cura di Kemerit, non tentare di tenere fermo un uomo due spanne più alto di me e grosso come un bue.

Isabel infilò quel vecchio ferretto nella serratura della nostra prigione, lo mosse per qualche secondo e sentimmo un lieve rumore metallico. La grata si aprì cigolando.

“Ora dobbiamo solo procurarci delle armi!” esclamò contenta puntando il ferretto verso la prossima porta da aprire.

Calendario dell’Avvento XIII – Sine Requie

L’Americano ha sistemato la radio. Dopo decine di ronzii su frequenze diverse finalmente qualcuno sta trasmettendo.

Avrei preferito una persona viva ma ci accontentiamo anche di una voce registrata.

Parla francese, sostiene di dare un annuncio da parte della resistenza. Comunica un indirizzo.

Lo conosco, non è di Parigi ma di un paese non troppo lontano.

Non abbiamo mezzi, non li abbiamo da tre anni se ho portato correttamente il conto dei giorni.

Nessuno dice una parola.

So esattamente cosa stanno pensando.

Stiamo valutando se raggiungere Parigi o scoprire perché la resistenza comunichi quell’indirizzo. Ammesso che sia la resistenza. Il francese è ottimo ma pure il mezzo crucco parla un ottimo francese.

Forse sarebbe stato meglio non riuscire a riparare la radio.

Qualcosa batte alla finestra. Non qualcosa, qualcuno. Un morto.