Un post triste

Qualche giorno fa, scorrendo velocemente FB, mi sono imbattuta in un commento che suonava più o meno come “per fortuna non gioco più di ruolo”. Era il commento di una persona che non conosco ad un post di una persona che conosco superficialmente e tutta la discussione dava l’idea di non andare presa troppo sul serio, un po’ come accade tra amici di vecchia data quando invece di dirsi “ciao” si mandano a quel paese o si insultano pesantemente. Sono andata avanti tra foto di gattini pucciosi e link a notizie di Lercio.

Quel commento in qualche modo ha però messo in atto un meccanismo nel mio cervello che mi ha fatto ricordare un discorso di qualche anno fa con una persona conosciuta all’università.

Fino a qualche tempo prima gioava, ora non più. E anche lei lo diceva con un certo sollievo.

Ho indagato. Continua a leggere

Annunci

Galateo del GDR

Questo post non aveva questa veste originariamente, era molto più polemico, molto più lamentoso e quindi molto odioso. L’ho riscritto, cambiando notevolmente la forma e, in parte, la sostanza.

Come tutte le attività che coinvolgono più persone anche il GDR richiede un po’ di buona creanza.

Prendete questo post per quello che è, una serie di consigli per vivere meglio questo splendido hobby che non va preso troppo sul serio.

 

blunt-vs-polite-english

Continua a leggere

Competizioni

Articolo un po’ così… diciamo che è più uno sfogo personale che è ben al di sotto dell’utilità media dei post di questo blog, che già è abbastanza bassa.

C’è una fastidiosa tendenza in una fetta nemmeno troppo piccola di giocatori che ripropone gli stessi atteggiamenti del tifoso ultrà di calcio, con l’aggravante che nel GDR non vince nessuno. Posso anche arrivare a capire l’esaltazione quando la propria squadra del cuore vince o la delusione quando perde, il calcio è un gioco che prevede competizione e in ogni partita c’è un vincitore e uno sconfitto, c’è qualcuno che vince insomma. E’ indubbio che il primo che ha motivo di festeggiare la vittoria è il calciatore che ha giocato la partita, ma è comprensibilissima anche la gioia del tifoso che, magari anche solo tramite le chiacchiere con gli amici al bar o l’iscrizione e la partecipazione ad un fanclub, si sente parte della squadra vincente. (1)

Trasportare questo concetto nel mondo del gioco di ruolo è un po’ insensato, fondamentalmente perché viene meno il discorso di “partita”, “di campionato” perché nel gdr, come amiamo a ripetere noi giocatori ogni volta che dobbiamo spiegare il nostro hobby a qualcuno, non vince nessuno. Non. Vince. Nessuno.(2)

Con questa premessa il concetto di “tifoseria” dovrebbe venir meno. Dovrebbe.

Continua a leggere