Calendario dell’Avvento XVII – D&D

La nostra era una strana compagnia, il priore non avrebbe potuto scegliere di peggio secondo me, e non ho cambiato idea del tutto.

Certo l’elfo si è rivelato utile dal primo momento in cui siamo entrati nel bosco, ma non aveva fatto nulla che non avrebbe potuto fare anche il mio lupo, inoltre l’avrebbe fatto meglio, in silenzio e senza sentire il bisogno di ricordare come fossero stati gli orchi a mettere a ferro e fuoco la regione e tra di loro probabilmente c’era mio padre.

Era anche lui un figlio della natura e come tale aveva diritto di vivere, non per questo però desideravo sentire ancora i suoi pareri non richiesti.

La piccoletta era, ed è, rumorosa e molesta, e mangiava continuazione. Si era portata dietro un sacco di paccottiglia inutile e continuava a lamentarsi per il freddo. Quando le chiesi cosa sapesse fare rispose “So nascondermi molto bene” ed era seria.

Sarebbe stato difficile recuperare il seme dell’albero sacro con loro, e lo fu, ma non avrei mai immaginato li avrei scelti per ogni avventura da quel momento in poi.

La piccoletta piange come se fosse una bambina.

Abbiamo preservato l’equilibrio in questi luoghi: questo è ciò che conta.

Il più forte vince sul più debole: è questa l’unica vera legge.

E questa volta il più debole sono stato io.

Il veleno, se non altro, non è doloroso.

Nelle terre di Obad-hai nessuno mi guarderà con sospetto per il mio aspetto: sarò un’altro figlio della natura.

Riconoscerei il rumore di quei passi in qualsiasi condizione, l’elfo sta arrivando, ha qualcosa in mano.

Forse sarò io il più forte alla fine.

Forse i miei compagni mi hanno reso più forte.

Forse sono loro la mia forza.

Calendario dell’Avvento XVI – Vampiri la Masquerade

Dopo la caduta, o il riscatto – dipende dai punti di vista-, di Milano nulla era stato più come prima.

Da qualsiasi parte la si guardi, chiunque avrebbe avuto il diritto di chiamarla traditrice: il clan, la Camarilla, il Sabbat.

Era consapevole come non avrebbe avuto più la fiducia di nessuno. Forse.

Il suo nome però aveva cominciato ad essere pronunciato, se non con rispetto, almeno con paura. E non solo per i due illustri protettori che aveva avuto nei secoli.

Quasi seicento anni nel quasi totale anonimato, facendo credere di essere altro, di essere, tutto sommato, gestibile.

Qualcuno aveva iniziato a sospettare qualcosa, ma per la maggior parte dei fratelli era solo uno dei tanti sacerdoti del Sabbat nota più per operare nei territori di Milano che per suoi meriti.

Poi bastò una notte per cambiare tutto.

Era certa che più di un fratello avesse tremato quando parte della verità venne svelata e in grande stile, ad onor del vero.

Varcava adesso la soglia di un nuovo Elysium, sotto il dominio del terzo attore di quello che probabilmente è stato il più grande sotterfugio della storia dei fratelli.

Lo faceva preceduta da un soprannome: Regina.

Molti la guardavano con sospetto, i membri del suo clan con disprezzo. Forse solo sua maestà si rallegrava di averla a corte.

Non era un problema, il tempo di agire nell’ombra era terminato.

Ignorò la quasi totalità dei presenti, solo in due erano degni della sua attenzione.

In molti si sorpresero del fatto che fu Sua Maestà in persona ad accoglierla e a parlare per primo, senza attendere che fosse annunciata. Qualcuno poteva addirituttra giurare di averlo visto sorridere.

“Bentornata a casa”

Calendario dell’Avvento XV – Vampiri la Masquerade

La prima volta che scese quei gradini provava non provava né paura né soggezione.

Aveva già visto come funzionasse realmente il clan e quelli nell’edificio non erano nemmeno i Vampiri più antichi o influenti che avesse visto.

Adesso però era diverso.

C’erano nuovi territori su cui mettere le mani, nuovi ruoli da ricoprire, in molti si erano mossi in nuovi domini.

Erano rimasti in due ed un altro segreto si era aggiunto alla lunga lista che già custodiva.

Sentiva i lamenti e il ringhiare di qualcosa che ormai non aveva più nulla di umano.

Non sapeva per quanto tempo però sarebbe riuscita a sfruttare la situazione, prima o poi qualcuno avrebbe voluto parlare di persona con il primogenito o peggio, un Lord avrebbe chiesto del Reggente.

Da mesi non apriva più quella porta, non aveva il coraggio di vedere cosa fosse diventato il suo reggente e primogenito.

Era dunque quella la loro vera natura? Era quella la Bestia?

Ogni gradino aumentava il terrore che riuscisse a liberarsi.

Come avrebbe potuto fermarlo?

Doveva trovare un modo per eliminarlo, un modo che facesse ricadere la colpa su qualcun altro.

Calendario dell’Avvento XIV – D&D

“Un piano ben congegnato non potrà mai eguagliare una sfacciata botta di fortuna” ripeté per l’ennesima volta Isabel accarezzando ancora una volta la moneta d’argento palesemente falso che portava appesa al collo.

Ci mostrava quel ferro storto come se fosse la soluzione di tutti i nostri problemi. Forse lo era ma in quel momento mi sfuggiva il perché.

Di fortuna quella notte ne avevamo avuta ben poca, e se la mia devozione ad Ilmater mi aiutava a non sfogare le mie frustrazioni su di lei, non potevo garantire però per i miei compagni di viaggio.

Sigfrid era già abbastanza nervoso per essere stato separato dalle sue spade, dal suo scudo e dalla sua armatura, Kemerit aveva la febbre già da due giorni, sufficiente per impedirgli di distruggere la nostra prigione con un fulmine o qualcosa del genere, ma non abbastanza per impedirgli di prendere a schiaffi Isabel.

Il suo ottimismo è stato fondamentale, ma in questa situazione sta esagerando, dovrei prendermi cura di Kemerit, non tentare di tenere fermo un uomo due spanne più alto di me e grosso come un bue.

Isabel infilò quel vecchio ferretto nella serratura della nostra prigione, lo mosse per qualche secondo e sentimmo un lieve rumore metallico. La grata si aprì cigolando.

“Ora dobbiamo solo procurarci delle armi!” esclamò contenta puntando il ferretto verso la prossima porta da aprire.

Calendario dell’Avvento XIII – Sine Requie

L’Americano ha sistemato la radio. Dopo decine di ronzii su frequenze diverse finalmente qualcuno sta trasmettendo.

Avrei preferito una persona viva ma ci accontentiamo anche di una voce registrata.

Parla francese, sostiene di dare un annuncio da parte della resistenza. Comunica un indirizzo.

Lo conosco, non è di Parigi ma di un paese non troppo lontano.

Non abbiamo mezzi, non li abbiamo da tre anni se ho portato correttamente il conto dei giorni.

Nessuno dice una parola.

So esattamente cosa stanno pensando.

Stiamo valutando se raggiungere Parigi o scoprire perché la resistenza comunichi quell’indirizzo. Ammesso che sia la resistenza. Il francese è ottimo ma pure il mezzo crucco parla un ottimo francese.

Forse sarebbe stato meglio non riuscire a riparare la radio.

Qualcosa batte alla finestra. Non qualcosa, qualcuno. Un morto.

Calendario dell’Avvento XII – Vampiri la Masquerade

Fumare era un vezzo che si era portata dietro da quando era viva, faceva parte dei piccoli piaceri che amava concedersi.

Le sigarette erano eleganti a quei tempi.

Le ragazze di oggi non sapranno mai quanto potesse essere seducente chiedere ad un uomo di accendere.

Ispirò profondamente e lasciò andare una nuvola di fumo. Doveva calmarsi, era troppo eccitata.

Erano bei tempi, l’arte stava vivendo un periodo straordinario, una nuova invenzione di due fratelli francesi prometteva nuove ed inimmaginabili forme d’espressione.

Restò ancora un po’ a mirare l’opera che aveva davanti.

Aveva trovato un nuovo protetto, l’aveva incuriosità il suo stile: usare il sangue come colore avrebbe dovuto attirare l’attenzione di ben più di un Fratello.

Ma i Fratelli tendevano a fare gli stessi errori degli umani: troppo presi dai loro sciocchi interessi e le loro inutili guerre.

Stanno perdendo di vista l’importante: a loro assoluta supremazia sui mortali.

Avrebbero dovuto limitarsi ad usare gli umani per trarne il maggior piacere possibile, che questo piacere fosse l’ammirare la magnificenza dell’arte o accumulare ricchezze.

Quando aveva raccolto quel giovane artista aveva un enorme potenziale inespresso, eppure le sue capacità si intravedevano sulle sue tele dipinte col sangue animale.

Gli aveva proposto il sangue umano e poi quello di Fratello, godendosi opere sempre più grandiose.

E ora il capolavoro supremo, un suo ritratto dipinto col suo sangue.

Peccato sia stata la sua ultima opera, ma non avrebbe sopportato di vederne il declino.

Calendario dell’Avvento XI – Vampiri la Masquerade

Un club per soli uomini nella Londra vittoriana.

La scena che aveva davanti evocava qualcosa di antico, ma non troppo, cieco all’esterno che si autocompiaceva della propria presunta superiorità.

Era già il ventesimo secolo da un po’ però e i tempi erano cambiati. Non sempre in meglio.

“Un ventrue ha solo una parola” le aveva detto il suo sire quando l’aveva presentata al signor Castelli, probabilmente il miglior incontro della sua nonvita. Ma il signor Castelli era di un’altra epoca, di un intelletto sopraffino, ottimo giocatore di scacchi e per fortuna di quei novellini alla corte di un altro principe.

Tutti si voltarono immediatamente verso di lei, non sapeva se la sorpresa era dovuta più al fatto che fosse una donna o che fosse un tremere.

Si stava chiedendo se fossero tanto stupidi da provare qualche trucchetto, sarebbe stato interessante vedere come avrebbero reagito alla scoperta di cosa poteva fare quando qualcuno mancava di rispetto.

L’etichetta avrebbe potuto aspettare.

Mi era stato promesso il ruolo di siniscalco, maestà. Devo dedurre che non rispettiate la parola data?

Il Principe le fece notare come non avesse alcun titolo per sindacare su una sua scelta.

Avete ragione maestà, ma io sono la sola ragione per cui non siete ancora stato deposto.