Personaggi natalizi

L’idea di questo post mi era venuta quando sono cominciate ad apparire le luminarie in giro e col consorte ipotizzammo uno dei personaggi qui sotto: Babbo Natale. Ci divertiamo con poco.

Quest’anno gli auguri ve lifaccio così: celebrando quei personaggi che questi giorni abbiamo incontrato ma su cui non ci siamo mai soffermati abbastanza.

L’idiozia è oltre il cut. Se non volete proseguire la lettura vi auguro ugualmente di passare delle feste felici.

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Tre metri di asta

Immaginate una fumetteria di provincia, con tanti Bonelli su una libreria, uno schedario di comics americani e un colorato mucchio di manga. Un gruppo di ragazzini intenti a scambiarsi dei cartoncini del cui valore i genitori faticano a capacitarsi rumoreggiano in un angolo mentre in un altro il proprietario e cinque avventori si passano un libro recante sulla copertina la scritta “Manuale del Giocatore” mentre armeggiano con dadi colorati e mozziconi di matite. Una giovane ragazza, vestita in un modo di cui si sarebbe vergognata dieci anni dopo, fresca della scoperta dell’esistenza della classe del mago esclama con voce più alta di quel che avrebbe voluto 

“Si, ma tre metri di asta dove li metto?!”

E qui, buio.

La ragazza in questione, se non l’avete capito, ero io alla mia prima esperienza col GDR in generale e D&D in particolare.

Sorvoliamo su come abbiano potuto pensare di rispondere i minorenni presenti e andiamo al nocciolo del post: l’equipaggiamento di un PG, o meglio, chi si è mai portato dietro l’orologio ad acqua?

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Calendario dell’Avvento XVII – D&D

La nostra era una strana compagnia, il priore non avrebbe potuto scegliere di peggio secondo me, e non ho cambiato idea del tutto.

Certo l’elfo si è rivelato utile dal primo momento in cui siamo entrati nel bosco, ma non aveva fatto nulla che non avrebbe potuto fare anche il mio lupo, inoltre l’avrebbe fatto meglio, in silenzio e senza sentire il bisogno di ricordare come fossero stati gli orchi a mettere a ferro e fuoco la regione e tra di loro probabilmente c’era mio padre.

Era anche lui un figlio della natura e come tale aveva diritto di vivere, non per questo però desideravo sentire ancora i suoi pareri non richiesti.

La piccoletta era, ed è, rumorosa e molesta, e mangiava continuazione. Si era portata dietro un sacco di paccottiglia inutile e continuava a lamentarsi per il freddo. Quando le chiesi cosa sapesse fare rispose “So nascondermi molto bene” ed era seria.

Sarebbe stato difficile recuperare il seme dell’albero sacro con loro, e lo fu, ma non avrei mai immaginato li avrei scelti per ogni avventura da quel momento in poi.

La piccoletta piange come se fosse una bambina.

Abbiamo preservato l’equilibrio in questi luoghi: questo è ciò che conta.

Il più forte vince sul più debole: è questa l’unica vera legge.

E questa volta il più debole sono stato io.

Il veleno, se non altro, non è doloroso.

Nelle terre di Obad-hai nessuno mi guarderà con sospetto per il mio aspetto: sarò un’altro figlio della natura.

Riconoscerei il rumore di quei passi in qualsiasi condizione, l’elfo sta arrivando, ha qualcosa in mano.

Forse sarò io il più forte alla fine.

Forse i miei compagni mi hanno reso più forte.

Forse sono loro la mia forza.

Calendario dell’Avvento XIV – D&D

“Un piano ben congegnato non potrà mai eguagliare una sfacciata botta di fortuna” ripeté per l’ennesima volta Isabel accarezzando ancora una volta la moneta d’argento palesemente falso che portava appesa al collo.

Ci mostrava quel ferro storto come se fosse la soluzione di tutti i nostri problemi. Forse lo era ma in quel momento mi sfuggiva il perché.

Di fortuna quella notte ne avevamo avuta ben poca, e se la mia devozione ad Ilmater mi aiutava a non sfogare le mie frustrazioni su di lei, non potevo garantire però per i miei compagni di viaggio.

Sigfrid era già abbastanza nervoso per essere stato separato dalle sue spade, dal suo scudo e dalla sua armatura, Kemerit aveva la febbre già da due giorni, sufficiente per impedirgli di distruggere la nostra prigione con un fulmine o qualcosa del genere, ma non abbastanza per impedirgli di prendere a schiaffi Isabel.

Il suo ottimismo è stato fondamentale, ma in questa situazione sta esagerando, dovrei prendermi cura di Kemerit, non tentare di tenere fermo un uomo due spanne più alto di me e grosso come un bue.

Isabel infilò quel vecchio ferretto nella serratura della nostra prigione, lo mosse per qualche secondo e sentimmo un lieve rumore metallico. La grata si aprì cigolando.

“Ora dobbiamo solo procurarci delle armi!” esclamò contenta puntando il ferretto verso la prossima porta da aprire.

Calendario dell’ Avvento VIII – D&D

Si era ritirata nel suo piano da giorni, era certa non toccasse a lei prendersene cura.

Avrebbe dovuto consigliare Re e Imperatori, tenere lezione in accademia o continuare a litigare con quel cocciuto di un nano.

Poteva anche tornare da suo fratello:  lei ormai era la più grande maga del continente, lui era ancora una leggenda tra i guardavia, avrebbero potuto riportare il regno elfico all’antico splendore.

Non certo fare la bambinaia!

Guardò poi l’enorme uovo dorato, ormai iniziava anche ad emanare calore. Forse proprio per questo l’antico drago le aveva affidato l’ultimo uovo di drago d’oro.

Però non chiamarmi mamma

Calendario dell’Avvento II – D&D

Il Gran Sacerdote della Luce, rappresentante di tutte le chiese, era ovviamente presente. A memoria d’uomo non vi era mai stato un processo per alto tradimento e tentato regicidio e nemmeno gli elfi sapevano dire quando queste accuse furono portate contro un alto ufficiale dell’esercito.

Bardi da ogni parte del regno erano giunti per riportare quanto stava accadendo.

La Silente era ancora al fianco dell’imputata. Il Gran Sacerdote sapeva cosa voleva dire, La Silente era espressione degli dei, la sua stessa presenza urlava a gran voce l’innocenza dell’imputata.

Una guardia troppo zelante provò a disarmare il Capitano, ma quella lama fatta di sola ombra vibrò privandolo di ogni forza e facendolo accasciare al suolo.

Amministrare la giustizia del Regno implicava anche questo, condannare a morte chi aveva combattutto mille battaglie per la salvezza di tutti i presenti. Avrebbe voluto salvarla, le aveva offerto mille scappatoie, ma aveva confessato e c’erano i testimoni. Il suo ruolo gli imponeva di riconoscerla colpevole e di condannarla a morte.

Un intero reparto dell’esercito era presente e armato. Poteva solo sperare che non agissero subito. Erano fedeli a lei prima che al Re.

La guardò un’altra volta, chiedendole silenziosamente perdono. Il giorno seguente avrebbe rimesso la carica e si sarebbe ritirato in eremitaggio.

La dichiarò colpevole e la condannò a morte per impiccaggione.

Nessuno si mosse.

Poteva solo sperare che l’indomani non iniziasse una guerra civile.

 

Calendario dell’Avvento I – D&D

Aveva artigliato il trono su cui sedeva ma era la gola di quella strega ciò su cui voleva mettere gli artigli.

“Dimmi un solo motivo per cui dovrei lasciarti viva”

Gli inquisitori erano in attesa di un comando per cancellare ogni traccia di esistenza dell’eretica.

Prese quel poco di coraggio che le venne in soccorso e rischiò il tutto per tutto, non era certa che l’avrebbero lasciata viva solo per evitare la seconda guerra della Magia.

“Perché sono l’erede del Trono senza Corna, Figlia del Re senza Scettro, Custode del Nulla e mio padre sa che sono qui”.