Personaggi natalizi

L’idea di questo post mi era venuta quando sono cominciate ad apparire le luminarie in giro e col consorte ipotizzammo uno dei personaggi qui sotto: Babbo Natale. Ci divertiamo con poco.

Quest’anno gli auguri ve lifaccio così: celebrando quei personaggi che questi giorni abbiamo incontrato ma su cui non ci siamo mai soffermati abbastanza.

L’idiozia è oltre il cut. Se non volete proseguire la lettura vi auguro ugualmente di passare delle feste felici.

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Tre metri di asta

Immaginate una fumetteria di provincia, con tanti Bonelli su una libreria, uno schedario di comics americani e un colorato mucchio di manga. Un gruppo di ragazzini intenti a scambiarsi dei cartoncini del cui valore i genitori faticano a capacitarsi rumoreggiano in un angolo mentre in un altro il proprietario e cinque avventori si passano un libro recante sulla copertina la scritta “Manuale del Giocatore” mentre armeggiano con dadi colorati e mozziconi di matite. Una giovane ragazza, vestita in un modo di cui si sarebbe vergognata dieci anni dopo, fresca della scoperta dell’esistenza della classe del mago esclama con voce più alta di quel che avrebbe voluto 

“Si, ma tre metri di asta dove li metto?!”

E qui, buio.

La ragazza in questione, se non l’avete capito, ero io alla mia prima esperienza col GDR in generale e D&D in particolare.

Sorvoliamo su come abbiano potuto pensare di rispondere i minorenni presenti e andiamo al nocciolo del post: l’equipaggiamento di un PG, o meglio, chi si è mai portato dietro l’orologio ad acqua?

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I PNG del cuore

Ho ragionato un po’ su questo post perché volevo dare una panoramica dei PNG che meglio caratterizzati o più interessanti nelle varie ambientazioni, poi mi sono detta che era inutile ragionarci più di tanto perché un personaggio può rimanerci impresso per mille motivi, spesso magari solo per come ce l’ha mostrato il narratore di turno. Quindi ho rinunciato alla completezza, un post del genere sarà sempre e comunque incompleto, e all’obbiettività e ho deciso di nominare i primi PNG che mi venivano in mente. Mi spiace solo di lasciare fuori quelli che i vari master hanno inventato da soli di volta in volta perché purtroppo li abbiamo conosciuti solo noi giocatori attorno al tavolo da gioco, per quanto meravigliosi.

Bando alle ciance, questi sono i PNG che i narratori (o solo gli autori) mi hanno fatto amare:

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D&D Basic Rules della Quinta Edizione in italiano?

Idea un po’ campata in aria che mi è venuta subito dopo aver letto il post che vi ho ribloggato qui sotto.

Pensavo, visto che un file liberamente scaricabile di sicuro farà avvicinare con più facilità molte più persone a D&D perché non togliere un ulteriore ostacolo ovvero la lingua inglese? (1)


Dunque volevo chiedervi se a qualcuno va di darmi una mano con la traduzione e se sapete se e come posso muovermi per la condivisione.

[edit]Come non detto, non si può [/edit]

Non so quanto tempo ci vorrà, intanto comincio (e magari finisce come con VtM 20th anniversary che avevo cominciato a tradurre un giorno prima che venisse annunciata l’edizione italiana).

 

UPDATE (12/07/2014) Qui trovate una traduzione non ufficiale. I dettagli sono direttamente sulla pagina.

 

(1) si lo so, non è un gran problema, ma senza dubbio è più facile leggere un manuale in italiano.

Branca branca branca Leon leon leon

Il titolo del post dovrebbe già preannunciarvi come questo articolo abbia ben poche possibilità di essere ben strutturato e di andare a parare da qualche parte.

Mi trovo a fare da master ad un gruppo un po’ particolare composto da giocatori non certo alle prime armi ma che non avevano mai provato D&D prima o che al massimo avevano giocato qualche oneshot.

La scelta delle classi poi non è stata certo fatta in vista della sopravvivenza del party (ladro/bardo, ranger e chierico), in più i dadi non sono stati fortunati nella creazione dei PG.

Armata_brancaleone_(1)[1]

Insomma un gruppo con scarse possibilità di sopravvivenza per tutta una serie di motivi, tra i quali la scarsa dimestichezza con le regole porta a non sfruttare tutti i punti di forza dei PG, giusto per fare un esempio vi basti sapere che il ladro per tre sessioni ha dimenticato di poter fare il furtivo.

Tuttavia dicevo sono giocatori di lunga esperienza e di grande inventiva. Alla mancanza di tattica e strategia in combattimento sopperiscono abbondantemente con trovate geniali e fantasiose iniziative.

E mi stanno sorprendendo per come, nonostante tutto, riescano a cavarsela.

Devo dire che mi sta piacendo molto questa campagna che più che “Il signore degli anelli” ricorda “L’armata Brancaleone” in cui atteggiamenti da cavaliere e sguardi truci ai nemici sono sostituiti da bevute in compagnia e tentativi di sfuggire al nemico di turno con chiacchiere ed armi non convenzionali, in cui il mulo comprato dal chierico può diventare l’elemento centrale per aggirare il nemico di turno e in cui lo spirito d’avventura soccombe davanti al terrore di un PG di entrare in un dungeon con “ragni grossi così”.

Insomma una campagna insolita, che strizza spesso l’occhio al comico, che manca forse un po’ di epicità ma che sta riuscendo, nonostante tutto.

Certo la storia procede un po’ a rilento ed è difficile inserire elementi tragici, ma ogni tanto è bene giocare anche campagne di questo tipo.

 

Un po’ di considerazioni sconnesse

Post figlio dei commenti del post precedente, che risponde a Mattia e lherian (dovevo trovare il modo di articolare una risposta di senso compiuto) e a questo post.

Parliamo di mortalità dei PG, di come la vivano giocatori più maturi e più giovini e di come ci siano diverse “filosofie” per quanto riguarda la crescita e l’epicità del personaggio. Spenderò due parole anche su altri argomenti che sono più o meno collegati con i due citati sopra. Mi si scuserà il saltare da un argomento all’altro ma avrebbe avuto molto poco senso fare un post singolo per ognuno dei punti che citerò.

Per quanto riguarda il genere di avventura in cui si sono ritrovati i PG delle due generazioni c’è già l’ottimo articolo del gatto sul fuoco.

Piccola nota doverosa visto l’argomento del post: di D&D, gioco che prenderò come riferimento principale per ovvi motivi, ho giocato principalmente e in vari stili solo la 3.X, non ho mai nemmeno aperto il manuale della 4, dell’AD&D ho giocato qualche oneshot e mini-avventure da 4-5 sessioni al massimo, delle quali ho ricordi vaghi e confusi. Parte delle mie considerazioni arrivano dunque anche da racconti di giocatori “veterani”. Continua a leggere