Dreamwalkers: nessun sogno è solo un sogno

E’ tardi per pre-ordinarlo per Lucca2016, ma visto che in futuro sarà disponibilie in print on demand ho pensato di parlarvene ugualmente anche se fuori tempo massimo (questo post era previsto per la settimana scorsa, ma sono ancora circondata da scatoloni e non so dove sia metà della roba che ho).

Mi riferisco a Dreamwalkers, scritto da Andrea Marengo.

Dreamwalkers

Continua a leggere

#URBANHEROES – Lights On

Finalmente (questa bozza è datata solo 20 aprile…) scrivo qualcosina su Lights On, modulo narrativo per #URBANHEROES.

IMG_20160702_112222

L’ho preso al Play, insieme ad altra roba per lo stesso titolo, nella variant con quell’omino rassicurante di Todlich (1).

Prima di iniziare a sfogliarlo me lo aspettavo molto diverso, con più storie viste dall’interno, ma non è stata affatto una brutta sorpresa.

Come al solito, non sarà una vera e propria recensione, ma prendetela come una chiacchierata su alcuni episodi di una saga comix, cosa che tralatro si addice molto al gioco in questione. Cercherò di non spoilerarvi nulla, ma non faccio promesse.

Continua a leggere

Supporti digitali

Durante il Play! mi è sorta una riflessione durante la conferenza con gli autori di #URBANHEROES, Le cronache di Populon, De Rerum Natura e Nameless Land sui giochi autoprodotti.(1)

Si è toccato, seppur in maniera marginale, il discorso sul formato elettronico, principalmente PDF, dei manuali e se fosse una buona idea renderli disponibili accanto alla distribuzione in cartaceo.

La risposta, estremamente sintetizzata, più o meno concorde è stata che sì, uscire anche in PDF è bene (2).

Il discorso poi è virato su quanto fosse in realtà scomodo consultare un manuale digitale, tant’è che spesso si finisce per stamparlo e rilegarlo comunque.

Non c’era tempo per approfondire il discorso, l’argomento dell’incontro era un altro in fondo, ma vorrei condividere con voi alcune riflessioni a riguardo e che conto prima o poi di sottoporre a degli autori alla prossima occasione utilie (quindi non Lucca). Continua a leggere

#URBANHEROES

Ovvero cosa ha avuto la mia quasi completa attenzione da quando sono tornata dal PLAY!.

Da lunedì ad oggi ho praticamente divorato manuale base e due espansioni (Countdown e Light ON) incatenata al meraviglioso mondo creato da Alessandro Rivaroli e Matteo Botti.

In poche parole Urban Heroes è un gdr di ambientazione moderna in cui a causa di un evento straordinario compaiono persone dotate di poteri frutto di mutazioni genetiche o origini paranormali.

Fin qui, direte, sa di già visto, ma il punto forte del gioco non è tanto l’idea di partenza quanto tutto un intreccio di eventi e personaggi che rendono il mondo “vero”.

C’è la magia.

C’è il potere divino.

C’è la spiegazione “scientifica”

C’è il complotto delle società segrete.

Ci sono gli idealisti e i dittatori.

Ci sono le persone normali alle prese con gli H.E.R.O.es, che reagiscono in modo diverso davanti a questi esseri superiori, perdonando loro tutto o pretendendo da loro l’esempio.

Già se fosse solo questo, varrebbe ogni euro speso, ma era passato molto tempo da quando un’ambientazione non mi conquistasse così rapidamente e in maniera così coinvolgente.

Questa, ve ne sarete accorti, non è una recensione ma una dichiarazione d’amore. Non poteva essere altrimenti.

Onestamente non mi va di analizzare se e quanto sia equilibrato e fluido il regolamento (1) quando alla fine di ogni capitolo avevo una nuova idea per un’avventura o un PG.

Certamente dovrò giocarlo per averne una visione più ampia e al netto dell’entusiasmo per qualcosa di nuovo, ma quello che mi sono trovata tra le mani (e io stolta che pensavo di prendere solo il base e, nel caso fosse piaciuto, le espansioni) è un ottimo lavoro.

Ha tutto quello che vorrei in un’ambientazion per GDR e anche qualcosa di più.

Gli autori giocano con il lettore già nell’illustrargli il mondo che hanno in mente. Nel leggere i diari di PNG, articoli dei giornali di Terra-Z, ti accorgi come non ti stai documentando su un mondo ma stai ascoltando un amico davanti ad una birra che ti racconta un viaggio.

Non sono i primi e probabilmente non saranno gli ultimi ad usare questa tecnica per coinvolgere il giocatore, ma a loro riesce particolarmente bene.

Non puoi leggerti i manuali senza ritrovarti a parteggiare per un H.E.R.O. o un’altro, cambiando spesso idea e chiederti se forse non ha ragione qualcuno che prima odiavi (2) e attendi lo sviluppo della trama come la prossima stagione della tua serie preferita.

Probabilmente questo sarà solo il primo di una serie di articoli, anche perché non è detto che in attesa di poter giocare (dannata vita) non butti giù qualche personaggio o storia.

Ah, voglio l’action figure di Molotov Boy.

 

 

(1) è un aspetto che mi ha sempre interessato relativamente poco.

(2) Tranne Captain Amazing che deve morire male

PLAY! 2016

Ovvero di come ho superato la mia storica avversione per le fiere.

Non sarà una recensione puntuale della fiera, ma un per nulla organizzato resoconto di come il Play Modena mi abbia piacevolmente sorpresa.

Premessa: io odio i luoghi affollati, odio i luoghi rumorosi, la mia ultima partecipazione al Lucca C&G (anno 2007 se la memoria non mi inganna) mi ha lasciato un trauma (ne sono sicura) e il mio ultimo Romics (2013 mi pare) è stato una delusione su tutti i fronti.

I commenti entusiasti dell’edizione 2015 del Play letti in giro e alcune agevolazioni logistiche mi hanno convinto a provare.

Per fortuna, direi. Continua a leggere

Storie divergenti

Mi sta succedento una cosa strana.

Come saprete se siete già capitati da queste parti, le storielle che scrivo su gdrtales.com sono frammenti di una cronaca che, quando ho cominciato a raccontarvela, non avevo mai avuto modo di narrare e far giocare.

Se avete seguito la storia finora saprete che mi sono occupata praticamente di  personaggi “di un certo livello”: nessuno dei personaggi di cui avete fatto conoscenza finora è meno di un’ancilla (tranne una che però ha altre cose).

Poi, poco meno di un mese fa, ho l’occasione di narrare finalmente quella cronaca che avevo in mente da tanto tempo.

Gioia, giubilo e contentezza.

I giocatori mi raccontano un po’ chi sono i loro PG, io spero fortemente in un brujah e in un toreador (se avete letto di là potreste intuire perchè), o almeno qualcuno vagamente interessato alla vita sociale del principato (1). L’ideale sarebbe stato un ventrue, ma sapevo come non sarebbe mai rientrato nelle scelte dei miei giocatori.

I personaggi poi hanno preso una strada che poco o nulla si intreccerà con i complessi legami tra i PNG e che li porterà molto di più ad interaggire con la bassa società vampirica (2).

Il che non è un male, assolutamente, è la naturale evoluzione della vicenda con quei personaggi (3), ma quei personaggi non vedranno e non intuiranno mai quel mondo che state leggendo di là, se non in modo molto marginale (4).

Mi trovo in una situazione interessante, la stessa storia la sto raccontando, in modo diverso, da due punti di vista diversi ed è una situzione strana e stimoltante: non mi ero mai posta il problema di come avrebbero potuto reagire dei neonati ai margini della società agli avvenimenti che avevo ipotizzato per i PNG, avvenimenti di cui non necessariamente sono a conoscenza ma che influenzano comunque le loro non-vite.

Stasera i PG, per quanto con una sessione molto breve, andranno avanti con la storia, forse allontanandosi ancora dagli affari di Primogeniti e membri della corte o forse trovando l’ispirazione per conquistare il loro primo pezzo di gloria.

Non lo so, ed è questa la parte migliore.

PS la Storia di intimo orrore andrà avanti, gli anziani e le ancille si muovono a prescindere da cosa facciano i neonati alla fine, potrebbero però venire scoperti.

 

(1) tranne forse uno che s’è scelto il mentore sbagliato

(2) che sta venendo fuori alquanto variopinta e interessante

(3) ho cambiato il mio concetto di PG atipico.

(4) e tramite Corrado Licei ed è cosa buona e giusta