Dreamwalkers: nessun sogno è solo un sogno

E’ tardi per pre-ordinarlo per Lucca2016, ma visto che in futuro sarà disponibilie in print on demand ho pensato di parlarvene ugualmente anche se fuori tempo massimo (questo post era previsto per la settimana scorsa, ma sono ancora circondata da scatoloni e non so dove sia metà della roba che ho).

Mi riferisco a Dreamwalkers, scritto da Andrea Marengo.

Dreamwalkers

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#URBANHEROES – Lights On

Finalmente (questa bozza è datata solo 20 aprile…) scrivo qualcosina su Lights On, modulo narrativo per #URBANHEROES.

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L’ho preso al Play, insieme ad altra roba per lo stesso titolo, nella variant con quell’omino rassicurante di Todlich (1).

Prima di iniziare a sfogliarlo me lo aspettavo molto diverso, con più storie viste dall’interno, ma non è stata affatto una brutta sorpresa.

Come al solito, non sarà una vera e propria recensione, ma prendetela come una chiacchierata su alcuni episodi di una saga comix, cosa che tralatro si addice molto al gioco in questione. Cercherò di non spoilerarvi nulla, ma non faccio promesse.

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La Redazione: qualche informazione in più

Disclaimer: per questo post valgono le premesse di quest’altro. Per cogliere tutti i riferimenti è consigliata una visita su gdrtales.com e, ovviamente, su urbanheroes.it

dado zetoso

Ogni team di H.E.R.O.es che si rispetti ha un logo.

Quando venne fondata “La Redazione”, una pubblicazione online dedicata agli H.E.R.O.es come tante ce ne erano e ce ne sarebbero state, nessuno avrebbe potuto intuire o immaginare quanto sarebbe cresciuta nel giro di relativamente pochi anni.

Certo il Blackout aveva creato loro qualche problema, come era ovvio per una testata che viveva solamente online – e non solo per quello – ma il 2014 era andato molto bene.

La Redazione era persino cresciuta arrivando a quella che è la sua formazione odierna, sebbene non tutti i membri vi militano in pianta stabile – il nucleo del gruppo conta gli storici quattro membri, ma non disdegnano certo gli articoli di Lirin su alcuni poteri occulti operanti nell’Italia centrale. Continua a leggere

Storie divergenti

Mi sta succedento una cosa strana.

Come saprete se siete già capitati da queste parti, le storielle che scrivo su gdrtales.com sono frammenti di una cronaca che, quando ho cominciato a raccontarvela, non avevo mai avuto modo di narrare e far giocare.

Se avete seguito la storia finora saprete che mi sono occupata praticamente di  personaggi “di un certo livello”: nessuno dei personaggi di cui avete fatto conoscenza finora è meno di un’ancilla (tranne una che però ha altre cose).

Poi, poco meno di un mese fa, ho l’occasione di narrare finalmente quella cronaca che avevo in mente da tanto tempo.

Gioia, giubilo e contentezza.

I giocatori mi raccontano un po’ chi sono i loro PG, io spero fortemente in un brujah e in un toreador (se avete letto di là potreste intuire perchè), o almeno qualcuno vagamente interessato alla vita sociale del principato (1). L’ideale sarebbe stato un ventrue, ma sapevo come non sarebbe mai rientrato nelle scelte dei miei giocatori.

I personaggi poi hanno preso una strada che poco o nulla si intreccerà con i complessi legami tra i PNG e che li porterà molto di più ad interaggire con la bassa società vampirica (2).

Il che non è un male, assolutamente, è la naturale evoluzione della vicenda con quei personaggi (3), ma quei personaggi non vedranno e non intuiranno mai quel mondo che state leggendo di là, se non in modo molto marginale (4).

Mi trovo in una situazione interessante, la stessa storia la sto raccontando, in modo diverso, da due punti di vista diversi ed è una situzione strana e stimoltante: non mi ero mai posta il problema di come avrebbero potuto reagire dei neonati ai margini della società agli avvenimenti che avevo ipotizzato per i PNG, avvenimenti di cui non necessariamente sono a conoscenza ma che influenzano comunque le loro non-vite.

Stasera i PG, per quanto con una sessione molto breve, andranno avanti con la storia, forse allontanandosi ancora dagli affari di Primogeniti e membri della corte o forse trovando l’ispirazione per conquistare il loro primo pezzo di gloria.

Non lo so, ed è questa la parte migliore.

PS la Storia di intimo orrore andrà avanti, gli anziani e le ancille si muovono a prescindere da cosa facciano i neonati alla fine, potrebbero però venire scoperti.

 

(1) tranne forse uno che s’è scelto il mentore sbagliato

(2) che sta venendo fuori alquanto variopinta e interessante

(3) ho cambiato il mio concetto di PG atipico.

(4) e tramite Corrado Licei ed è cosa buona e giusta

 

E se davvero andasse tutto bene?

Il post che avevo in cantiere era molto diverso da questo, molto più rosa e molto ispirato dal fatto che non entro più in alcuni dei miei costumi. Arriva poi questo post e mi sale l’ansia, quindi ho deciso di condividerla con voi, sperando si attenui un po’.

Avete letto l’articolo? Bene, è un problema che in maniera più o meno marcata ci siamo ritrovati ad affrontare tutti noi master: PG che schivano gli incontri e prendono iniziative inaspettate. Continua a leggere

Pomodori fantasy

I titoli sono il mio forte, vero? No, per niente, però non mi veniva in mente niente di meglio quindi onde evitare di allungare ulteriormente i miei tempi già lunghi di loro ho deciso di mantenere il secondo (1) che mi è venuto in mente.

Vediamo di divagare il meno possibile che già tendo a partire per la tangente quando scrivo i post. Stasera parliamo un po’ della difficoltà di calarsi completamente in un’ambientazione e vivere totalmente in un mondo immaginario. Continua a leggere

Tre metri di asta

Immaginate una fumetteria di provincia, con tanti Bonelli su una libreria, uno schedario di comics americani e un colorato mucchio di manga. Un gruppo di ragazzini intenti a scambiarsi dei cartoncini del cui valore i genitori faticano a capacitarsi rumoreggiano in un angolo mentre in un altro il proprietario e cinque avventori si passano un libro recante sulla copertina la scritta “Manuale del Giocatore” mentre armeggiano con dadi colorati e mozziconi di matite. Una giovane ragazza, vestita in un modo di cui si sarebbe vergognata dieci anni dopo, fresca della scoperta dell’esistenza della classe del mago esclama con voce più alta di quel che avrebbe voluto 

“Si, ma tre metri di asta dove li metto?!”

E qui, buio.

La ragazza in questione, se non l’avete capito, ero io alla mia prima esperienza col GDR in generale e D&D in particolare.

Sorvoliamo su come abbiano potuto pensare di rispondere i minorenni presenti e andiamo al nocciolo del post: l’equipaggiamento di un PG, o meglio, chi si è mai portato dietro l’orologio ad acqua?

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