La scheda

Girata la boa dei 100 post, come ha avuto cura di ricordarmi WordPress, torniamo a parlare un po’ di gioco senza curarci di un titolo in particolare.

Parliamo di scheda, quella cosa che stando ai puristi non sorve a niente. Forse non fu mai scritta un’idiozia più grande parlando di GDR (1). Voglio dire, anche OnStage! che è forse il titolo più incentrato sulla narrazione tra i vari GDR, richiede due righe di scheda, a qualcosa quel pezzo di carta serve. Continua a leggere

D&D Basic Rules della Quinta Edizione in italiano?

Idea un po’ campata in aria che mi è venuta subito dopo aver letto il post che vi ho ribloggato qui sotto.

Pensavo, visto che un file liberamente scaricabile di sicuro farà avvicinare con più facilità molte più persone a D&D perché non togliere un ulteriore ostacolo ovvero la lingua inglese? (1)


Dunque volevo chiedervi se a qualcuno va di darmi una mano con la traduzione e se sapete se e come posso muovermi per la condivisione.

[edit]Come non detto, non si può [/edit]

Non so quanto tempo ci vorrà, intanto comincio (e magari finisce come con VtM 20th anniversary che avevo cominciato a tradurre un giorno prima che venisse annunciata l’edizione italiana).

 

UPDATE (12/07/2014) Qui trovate una traduzione non ufficiale. I dettagli sono direttamente sulla pagina.

 

(1) si lo so, non è un gran problema, ma senza dubbio è più facile leggere un manuale in italiano.

Un po’ di considerazioni sconnesse

Post figlio dei commenti del post precedente, che risponde a Mattia e lherian (dovevo trovare il modo di articolare una risposta di senso compiuto) e a questo post.

Parliamo di mortalità dei PG, di come la vivano giocatori più maturi e più giovini e di come ci siano diverse “filosofie” per quanto riguarda la crescita e l’epicità del personaggio. Spenderò due parole anche su altri argomenti che sono più o meno collegati con i due citati sopra. Mi si scuserà il saltare da un argomento all’altro ma avrebbe avuto molto poco senso fare un post singolo per ognuno dei punti che citerò.

Per quanto riguarda il genere di avventura in cui si sono ritrovati i PG delle due generazioni c’è già l’ottimo articolo del gatto sul fuoco.

Piccola nota doverosa visto l’argomento del post: di D&D, gioco che prenderò come riferimento principale per ovvi motivi, ho giocato principalmente e in vari stili solo la 3.X, non ho mai nemmeno aperto il manuale della 4, dell’AD&D ho giocato qualche oneshot e mini-avventure da 4-5 sessioni al massimo, delle quali ho ricordi vaghi e confusi. Parte delle mie considerazioni arrivano dunque anche da racconti di giocatori “veterani”. Continua a leggere

Piccoli PG crescono

Articolo che arriva un po’ inaspettato, come una sorpresa bella nell’uovo di cioccolato.

Era da qualche giorno che mi andava di scriverlo ma ho avuto tempo solo ora di dedicarmici (inaspettatamente, aggiungerei), una riflessione che mi gira per la testa dalla mia ultima sessione di D&D.

Più che una vera e propria sessione di gioco era una serata dedita alla creazione dei PG per una nuova campagna di D&D (perché abbiamo scoperto che c’è chi gioca da anni nella compagnia ma non ha mai provato il titolo che ha segnato tutti noi nel bene e nel male).

Avevo quasi dimenticato quanto tempo prendesse fare le schede di D&D (con un manuale in 4), ma è stata una frase che non mi aspettavo a farmi rimuginare un po’: “ma mica partiamo dal primo livello?!”. Continua a leggere

Idee strampalate che forse potrebbero anche funzionare

L’altra sera tra un video di Raffaella Carrà e un qualche strano talent d’oltre oceano, una comitiva che non si riuniva più da tempo immemore, o almeno non con lo spirito adatto a sparar cavolate o partorire idee folli, ha avuto un’illuminazione. L’idea era quella di incontrarci per metterci d’accordo per una prossima campagna di D&D.

Tra un amarcord e un’innocente spettegolata ad un certo punto è venuto fuori questo

prego googlare macross per sapere di cosa si tratta

prego googlare “macross” per sapere di cosa si tratta

L’idea che è nata (non da me, giuro) è stata quella di accantonare D&D per provare un paio di sessioni in un gioco di ruolo demenziale ambientato nel mondo di Macross. Il gioco, ovviamente, non esiste, quindi la missione che ci siamo dati è quella di riuscire ad abbozzare un regolamento iper-semplice e provare.

Vi terrò informati sugli sviluppi.

Ritorno alle origini

Sabato ho ricominciato a giocare a VtM live dopo diverse esperienze non necessariamente deludenti ma comunque molto lontane non tanto dall’ambientazione del vecchio WOD o dal concetto di gioco di ruolo, ma dal concetto stesso di gioco.

Riportando dalla Treccani la definizione di gioco è:

Esercizio singolo o collettivo a cui si dedicano bambini o adulti, per passatempo, svago, ricreazione, o con lo scopo di sviluppare l’ingegno o le forze fisiche. (1)

Tenendo molto bene a mente questa definizione provo a spiegarvi perché l’evento di sabato è stato il più divertente degli ultimi anni. No, per una volta non mi lamento di niente.

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Diamoci una regolata

Oggi parliamo di regolamenti, perché siamo onesti con noi stessi, per quanto a tutti noi piaccia mandare avanti la narrazione nel modo più snello e agevole possibile avere un minimo di regole che ci indichi se il nostro amato PG è in grado di fare o meno una certa cosa è fondamentale. Se optiamo per il PVP allora non possiamo proprio farne a meno.

Come sto sperimentando in questo periodo sulla mia pelle, scrivere un regolamento non è semplice: bisogna tener conto sia del bilanciamento delle varie tipologie di PG sia dell’usabilità del regolamento stesso, ovvero che non rallenti troppo la narrazione. In ultimo, cosa da non sottovalutare, deve essere di facile comprensione.

Certo, possiamo avere un buon gioco con un pessimo regolamento, ma perché rischiare? Continua a leggere