Calendario dell’Avvento XIII – Sine Requie

L’Americano ha sistemato la radio. Dopo decine di ronzii su frequenze diverse finalmente qualcuno sta trasmettendo.

Avrei preferito una persona viva ma ci accontentiamo anche di una voce registrata.

Parla francese, sostiene di dare un annuncio da parte della resistenza. Comunica un indirizzo.

Lo conosco, non è di Parigi ma di un paese non troppo lontano.

Non abbiamo mezzi, non li abbiamo da tre anni se ho portato correttamente il conto dei giorni.

Nessuno dice una parola.

So esattamente cosa stanno pensando.

Stiamo valutando se raggiungere Parigi o scoprire perché la resistenza comunichi quell’indirizzo. Ammesso che sia la resistenza. Il francese è ottimo ma pure il mezzo crucco parla un ottimo francese.

Forse sarebbe stato meglio non riuscire a riparare la radio.

Qualcosa batte alla finestra. Non qualcosa, qualcuno. Un morto.

Calendario dell’Avvento IX – Sine Requie

Abbiamo trovato del tabacco ammuffito in un cassetto insieme ad una bottiglia di vino pessimo .
C’è da festeggiare e ci vanno più che bene. Questo vecchio casolare nascondeva una dispensa piena di conserve e cibo in scatola e un armadio con abiti modesti ma pesanti e puliti. I miei nuovi stivali sono di una taglia di troppo ma stringendo bene i lacci sono perfetti. L’Americano ha anche riparato la radio e ora cerca una frequenza su cui qualcuno trasmetta qualcosa.

Per passare il tempo chiedo a Jean di tradurmi le scritte in tedesco negli scatoloni

“Inscatolato nel 23 Novembre 1948”

Ci zittimmo tutti immediatamente, com’era possibile?

Calendario dell’Avvento III – Sine Requie

L’ultima volta che mi ero vista allo specchio il nostro più grande problema erano i tedeschi e i morti restavano morti.

Forse avremmo davvero dovuto seguire quel prete a sud, ma Parigi era già visibile, l’Italia, o come si chiama adesso, era troppo lontana per rischiare.

Da qui vedo la Sorbona, sembra passato un secolo eppure sono solo tredici anni che non ci rientro.

Vorrei tornarci, il dipartimento di chimica e di farmacologia potrebbero farci comodo, ma nella facoltà di medicina c’erano molti cadaveri a disposizione di studenti e ricercatori e non voglio affrontarli. Siamo decisamente a corto di munizioni.

L’Americano sta cercando di riparare quella radio al piano di sotto. Non so per contattare chi. Forse ha solo bisogno di tenersi occupato in qualche modo e non pensare. O forse spera di trovare qualche segnale di qualche presenza in questa città.

Se anche Parigi fosse popolata di soli morti, dove potremmo andare?

I PNG del cuore

Ho ragionato un po’ su questo post perché volevo dare una panoramica dei PNG che meglio caratterizzati o più interessanti nelle varie ambientazioni, poi mi sono detta che era inutile ragionarci più di tanto perché un personaggio può rimanerci impresso per mille motivi, spesso magari solo per come ce l’ha mostrato il narratore di turno. Quindi ho rinunciato alla completezza, un post del genere sarà sempre e comunque incompleto, e all’obbiettività e ho deciso di nominare i primi PNG che mi venivano in mente. Mi spiace solo di lasciare fuori quelli che i vari master hanno inventato da soli di volta in volta perché purtroppo li abbiamo conosciuti solo noi giocatori attorno al tavolo da gioco, per quanto meravigliosi.

Bando alle ciance, questi sono i PNG che i narratori (o solo gli autori) mi hanno fatto amare:

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Paura eh?!

Halloween è passato da un po’ e forse questo post doveva essere scritto qualche giorno fa per cogliere l’atmosfera horror che si respirava in giro e magari fungere da ispirazione per qualche sessione o oneshot a tema, ma consideriamolo in larghissimo anticipo per Halloween 2014.

Vi va di fare due chiacchiere con me sul tema “Paura”? Perché si sa, ai master piace spaventare i giocatori

psyco1[1]

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