Sono una donna indecisa

Io sono testarda. Lo sono sempre stata: se mi metto in testa qualcosa è difficile farmi cambiare idea. Con l’età sono diventata più ragionevole e più incline al dialogo ma è raro che cambi idea. Ci sono situazioni però che mi fanno cambiare idea in continuazione, questo perché non vivo nel mondo perfetto che vorrei.

Se mi seguite su twitter però avrete sicuramente notato che da qualche mese a questa parte parlo della possibilità di un mio eventuale ruolo nell’organizzazione di un probabile evento LARP con un’ambientazione steampunk cambiando idea con cadenza settimanale, se non giornaliera.

I motivi sono molti ma i principali sono due:

  • Lo steampunk va di moda. Ora, senza diventare una di quelli che odiano tutto ciò che sia mainstream, è indubbio che nel fare le cose per moda è il primo passo per farle male. Vorrei fare un evento per giocatori, non per qualcuno che adora un determinato modo di vestire o di scenografia(1)
  • La difficoltà di fare qualcosa all’altezza. Mi aspetto molto dagli eventi LARP e vorrei essere all’altezza delle mie aspettative. Vorrei raggiungere un buon livello sia nella scenografia che nella narrazione, vorrei sia avere un numero di giocatori sufficiente per la riuscita dell’evento ma mi piacerebbe comunque fare una sorta di selezione all’ingresso, tenendo fuori chi magari preferisce eventi più “fisici” (2)

Non accenno nemmeno al problema staff, vi dico solo che tutte le persone che vorrei con me nell’organizzazione sono i giocatori straordinari che vorrei come PG.

Temo che questo evento non lo realizzerò mai.

(1) che poi magari non hanno mai letto nulla di Arthur Conan Doyle o di Jules Verne…
(2) vi ho già parlato spesso di questi strani individui che partecipano ad eventi che non gli piacciono.

E se davvero andasse tutto bene?

Il post che avevo in cantiere era molto diverso da questo, molto più rosa e molto ispirato dal fatto che non entro più in alcuni dei miei costumi. Arriva poi questo post e mi sale l’ansia, quindi ho deciso di condividerla con voi, sperando si attenui un po’.

Avete letto l’articolo? Bene, è un problema che in maniera più o meno marcata ci siamo ritrovati ad affrontare tutti noi master: PG che schivano gli incontri e prendono iniziative inaspettate. Continua a leggere

Un post triste

Qualche giorno fa, scorrendo velocemente FB, mi sono imbattuta in un commento che suonava più o meno come “per fortuna non gioco più di ruolo”. Era il commento di una persona che non conosco ad un post di una persona che conosco superficialmente e tutta la discussione dava l’idea di non andare presa troppo sul serio, un po’ come accade tra amici di vecchia data quando invece di dirsi “ciao” si mandano a quel paese o si insultano pesantemente. Sono andata avanti tra foto di gattini pucciosi e link a notizie di Lercio.

Quel commento in qualche modo ha però messo in atto un meccanismo nel mio cervello che mi ha fatto ricordare un discorso di qualche anno fa con una persona conosciuta all’università.

Fino a qualche tempo prima gioava, ora non più. E anche lei lo diceva con un certo sollievo.

Ho indagato. Continua a leggere

Idee randomiche per campagne…

… che prima o poi vorrei pure provare ad usare ma al momento non saprei nemmeno in che ambientazione mettere.

Al momento a dire il vero non avrei nemmeno la possibilità di giocare altre campagne, quindi per ora me le appunto anche qui, poi se vi viene in mente un setting in cui calarle.

Lo ammetto, non sono certo originalissime, infatti sono in parte nate dal riarrangiamento di libri, telefilm, film o anche fatti di cronaca o storici, e sono anche un po’ banalotte ma il motivo principale per cui vorrei narrarle è vedere come si comporterebbero i PG.

Queste sono le idee che mi frullano per la testa in questo periodo:

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Il problema del luogo

Internet è una cosa meravigliosa, leggi un post, nei commenti salta fuori un problema, ti rendi conto che in fondo a te quel problema non è mai capitato, pensi che postare un altro commento abbastanza lunghetto lì continuerebbe l’OT (e io ho approcciato al web quando la netiquette andava definendosi), ricordi che hai un blog dove, sostanzialmente, puoi scrivere quello che ti pare e realizzi che, guarda un po’ la fortuna, il problema in questione è anche attinente con gli argomenti che tratti di solito.

Benissimo, ci faccio un post!

Il problema è “dove giochiamo?” e un altro motivo per cui non ho intasato un’interessante discussione con un OT non è solo la già citata netiquette ma anche la consapevolezza di non avere vere e proprie soluzioni quanto una lista di posti in cui mi sono ritrovata a giocare. Dunque eccovi i posti in cui ho giocato, magari qualcuno ci trova la soluzione al suo problema logistico.

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