Calendario dell’Avvento XVI – Vampiri la Masquerade

Dopo la caduta, o il riscatto – dipende dai punti di vista-, di Milano nulla era stato più come prima.

Da qualsiasi parte la si guardi, chiunque avrebbe avuto il diritto di chiamarla traditrice: il clan, la Camarilla, il Sabbat.

Era consapevole come non avrebbe avuto più la fiducia di nessuno. Forse.

Il suo nome però aveva cominciato ad essere pronunciato, se non con rispetto, almeno con paura. E non solo per i due illustri protettori che aveva avuto nei secoli.

Quasi seicento anni nel quasi totale anonimato, facendo credere di essere altro, di essere, tutto sommato, gestibile.

Qualcuno aveva iniziato a sospettare qualcosa, ma per la maggior parte dei fratelli era solo uno dei tanti sacerdoti del Sabbat nota più per operare nei territori di Milano che per suoi meriti.

Poi bastò una notte per cambiare tutto.

Era certa che più di un fratello avesse tremato quando parte della verità venne svelata e in grande stile, ad onor del vero.

Varcava adesso la soglia di un nuovo Elysium, sotto il dominio del terzo attore di quello che probabilmente è stato il più grande sotterfugio della storia dei fratelli.

Lo faceva preceduta da un soprannome: Regina.

Molti la guardavano con sospetto, i membri del suo clan con disprezzo. Forse solo sua maestà si rallegrava di averla a corte.

Non era un problema, il tempo di agire nell’ombra era terminato.

Ignorò la quasi totalità dei presenti, solo in due erano degni della sua attenzione.

In molti si sorpresero del fatto che fu Sua Maestà in persona ad accoglierla e a parlare per primo, senza attendere che fosse annunciata. Qualcuno poteva addirituttra giurare di averlo visto sorridere.

“Bentornata a casa”

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Calendario dell’Avvento XV – Vampiri la Masquerade

La prima volta che scese quei gradini provava non provava né paura né soggezione.

Aveva già visto come funzionasse realmente il clan e quelli nell’edificio non erano nemmeno i Vampiri più antichi o influenti che avesse visto.

Adesso però era diverso.

C’erano nuovi territori su cui mettere le mani, nuovi ruoli da ricoprire, in molti si erano mossi in nuovi domini.

Erano rimasti in due ed un altro segreto si era aggiunto alla lunga lista che già custodiva.

Sentiva i lamenti e il ringhiare di qualcosa che ormai non aveva più nulla di umano.

Non sapeva per quanto tempo però sarebbe riuscita a sfruttare la situazione, prima o poi qualcuno avrebbe voluto parlare di persona con il primogenito o peggio, un Lord avrebbe chiesto del Reggente.

Da mesi non apriva più quella porta, non aveva il coraggio di vedere cosa fosse diventato il suo reggente e primogenito.

Era dunque quella la loro vera natura? Era quella la Bestia?

Ogni gradino aumentava il terrore che riuscisse a liberarsi.

Come avrebbe potuto fermarlo?

Doveva trovare un modo per eliminarlo, un modo che facesse ricadere la colpa su qualcun altro.

Calendario dell’Avvento XII – Vampiri la Masquerade

Fumare era un vezzo che si era portata dietro da quando era viva, faceva parte dei piccoli piaceri che amava concedersi.

Le sigarette erano eleganti a quei tempi.

Le ragazze di oggi non sapranno mai quanto potesse essere seducente chiedere ad un uomo di accendere.

Ispirò profondamente e lasciò andare una nuvola di fumo. Doveva calmarsi, era troppo eccitata.

Erano bei tempi, l’arte stava vivendo un periodo straordinario, una nuova invenzione di due fratelli francesi prometteva nuove ed inimmaginabili forme d’espressione.

Restò ancora un po’ a mirare l’opera che aveva davanti.

Aveva trovato un nuovo protetto, l’aveva incuriosità il suo stile: usare il sangue come colore avrebbe dovuto attirare l’attenzione di ben più di un Fratello.

Ma i Fratelli tendevano a fare gli stessi errori degli umani: troppo presi dai loro sciocchi interessi e le loro inutili guerre.

Stanno perdendo di vista l’importante: a loro assoluta supremazia sui mortali.

Avrebbero dovuto limitarsi ad usare gli umani per trarne il maggior piacere possibile, che questo piacere fosse l’ammirare la magnificenza dell’arte o accumulare ricchezze.

Quando aveva raccolto quel giovane artista aveva un enorme potenziale inespresso, eppure le sue capacità si intravedevano sulle sue tele dipinte col sangue animale.

Gli aveva proposto il sangue umano e poi quello di Fratello, godendosi opere sempre più grandiose.

E ora il capolavoro supremo, un suo ritratto dipinto col suo sangue.

Peccato sia stata la sua ultima opera, ma non avrebbe sopportato di vederne il declino.

Calendario dell’Avvento XI – Vampiri la Masquerade

Un club per soli uomini nella Londra vittoriana.

La scena che aveva davanti evocava qualcosa di antico, ma non troppo, cieco all’esterno che si autocompiaceva della propria presunta superiorità.

Era già il ventesimo secolo da un po’ però e i tempi erano cambiati. Non sempre in meglio.

“Un ventrue ha solo una parola” le aveva detto il suo sire quando l’aveva presentata al signor Castelli, probabilmente il miglior incontro della sua nonvita. Ma il signor Castelli era di un’altra epoca, di un intelletto sopraffino, ottimo giocatore di scacchi e per fortuna di quei novellini alla corte di un altro principe.

Tutti si voltarono immediatamente verso di lei, non sapeva se la sorpresa era dovuta più al fatto che fosse una donna o che fosse un tremere.

Si stava chiedendo se fossero tanto stupidi da provare qualche trucchetto, sarebbe stato interessante vedere come avrebbero reagito alla scoperta di cosa poteva fare quando qualcuno mancava di rispetto.

L’etichetta avrebbe potuto aspettare.

Mi era stato promesso il ruolo di siniscalco, maestà. Devo dedurre che non rispettiate la parola data?

Il Principe le fece notare come non avesse alcun titolo per sindacare su una sua scelta.

Avete ragione maestà, ma io sono la sola ragione per cui non siete ancora stato deposto.

 

Calendario dell’Avvento X – Vampiri I Secoli Bui

Entrò con passo felpato nella sala delle udienze, rispettoso si mise in un angolo ad attendere il suo turno.

I suoi vestiti erano molto più modesti di quelli dei presenti e il suo nome non evocava certo preziose e strategiche parentele.

Il Principe però non era il tipo di persona che badava a queste cose, non troppo almeno, se questo fosse dovuto ad un suo acume, al fatto che da mortale non frequentasse l’alta nobiltà o alla maledizione di quelli del suo sangue non avrebbe saputo dirlo dirlo, ma aveva notato subito come apprezzasse il suo pragmatismo e il suo non essere fedele a nessuno, se non a lui.

Attese che tutti venissero congedati prima di farsi avanti ed inginocchiarsi rispettoso.

Avete il mio permesso di parlare

Non poté impedirsi di sorridere, consapevole di come il Principe fosse ben poco incline al perdono, non avrebbe dovuto nemmeno sporcarsi le mani per vendicarsi di quegli sguardi di malcelato disprezzo e commenti non richiesti.

Vedete eminenza, magari eccedo nella preoccupazione, ma ritengo dobbiate sapere quali vostri vassalli si intrattengano in lunghe conversazioni con la Duchessa d’Orléans, arrivando anche a lamentarsi delle vostre scelte nella gestione del vostro Dominio

Il Principe scattò in piedi furente

Non fatemi perdere tempo ditemi quei nomi e andateli a chiamare!

 

Calendario dell’Avvento VII – Vampiri la Masquerade

Ecco ecco, la soluzione

Le pareti aula dellUniversità Federico II erano coperte di formule indecifrabili ai più, forse qualche decina tra i docenti delle più prestigiose università al mondo avrebbero potuto comprendere quelle scritte.

Numeri, simboli, variabili scritti con una calligrafia inizialmente minuta ed elegante, poi man mano si faceva più disordinata, nervosa. I caratteri diventavano quasi indecifrabili a meno di soffermarsi a guardarli.

Già vedere una luce accesa e delle ombre muoversi era quantomeno insolito sia per l’ora sia per il fatto che quell’aula non era mai stata usata da che ricordassero.

Quando aprirono la porta non potevano aspettarsi di trovarsi davanti una donna spettinata e malamente vestita che scriveva formule sulla parete.

Non sembrava essersi accorta di loro.

Da quel che potevano capire, studiavano Lettere loro, aveva cominciato con dei gessetti sulla lavagna, poi con biro e matite era passata sulle pareti ed ora che si avvicinava alla finestra stringeva in mano un pennarello.

I due si avvicinarono nella vana speranza di capire cosa stava accadendo in tempo per sentirla urlare isterica

non scrive non scrive

e lanciare rabbiosa il pennarello.

Fu quando si voltò verso di loro che il sangue nelle loro vene si gelò.

Due occhi spalancati che non avevano nulla di umano, o anche solo di sano, una pelle pallida e verdastra tesa su un cranio praticamente privo di carne.

posso usare voi due

urlò contenta prima di mostrare due canini troppo pronunciati.

Pochi secondi dopo stava intingendo il dito nello squarcio sulla gola di uno dei  due mentre l’altro ancora rantolava dissanguandosi lentamente.

Sorridente continuò a scrivere formule sul vetro tracciando i segni col sangue.

Un uomo entrò poco dopo, evitò la pozza di sangue per non macchiare le scarpe cucite a mano da mani più che esperte. Braccia incrociate sul petto scrutò la stanza.

Ci vorrà un po’ per sistemare questo, e credo che dovremo cambiare Dominio.

 

Calendario dell’Avvento VI – Vampiri la Masquerade

I suoi clienti erano stati sempre molto ricchi, ricchi al punto da potersi permettere di essere stravaganti, molto stravaganti. Diversamente non avrebbero pagato cifre esorbitanti per poter avere qualcosa che, non solo era perfettamente inutile, ma non poteva nemmeno essere ammirati in tranquillità.

Il mercato dell’arte era esploso negli ultimi anni e lo aveva fatto anche quello clandestino.

La sua storia non era diversa da quella di molti altri suoi conterranei. Dei suoi coetanei del suo quartiere nessuno si guadagnava da vivere onestamente a quanto ne sapeva.

Ci aveva provato, quanto aveva finito il liceo artistico, a lavorare nel mondo dell’arte in maniera legale, ma con scarsi risultati.

Non le dispiaceva la vita che faceva, non era tanto una questione di denaro quanto avere la possibilità di ammirare opere di cui altrimenti le sarebbe stato impossibile godere.

Trovava anche un sottile piacere nel chiedere cifre più alte quando le chiedevano di recuperare una patacca convinti di procurarsi un’opera inestimabile.

Il suo ultimo cliente non era nemmeno troppo bizzarro, le aveva chiesto di recuperare un Monet nella villa di un uomo di cui non sapeva nulla che se l’era aggiudicato ad un’asta in modo illecito, a detta del suo cliente.

Aveva fatto le sue indagini, l’uomo era l’ultimo discendente di una famiglia di conti francesi, poco incline alla vita sociale. Si vociferava che possedesse più opere d’arte di quante si potesse immaginare.

Rimase sorpresa dalla facilità con cui riuscì ad intrufolarsi nella villa, i sistemi di sicurezza erano del tutto assenti ad eccezione di alcuni cani da guardia e delle ronde.

Anche le serrature non sembravano particolarmente efficaci.

Era a pochi passi dal suo obiettivo quando si rese conto che nella stanza c’era anche il Conte Philippe des Noirs.

Difficile dire cosa l’avesse sorpresa di più, se il non essersi resa conto prima che lui fosse lì, se la sua indescrivibile bellezza o il fatto le stesse offrendo del vino.

Accettò il calice e da quella notte fu tutto diverso.